Canile: storie quotidiane di ospiti e volontari
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Canile: storie quotidiane di ospiti e volontari

I lavori quasi conclusi, i quarantacinque esemplari, l'impegno di chi decide di dedicarsi a loro. E ci sono anche i gatti

I lavori quasi conclusi, i quarantacinque esemplari, l'impegno di chi decide di dedicarsi a loro. E ci sono anche i gatti

OVADA «Ogni volontario è un valore aggiunto», con queste parole comincia la nostra chiacchierata con Patrizia Ferrario, presidente dell’Enpa ovadese. «Basterebbe una sola ora alla settimana da dedicare al canile – continua – per poter avere un maggiore ricambio. Oggi i volontari sono una quindicina che aumentano nel periodo estivo grazie alla disponibilità quotidiana di alcune ragazzine della scuola superiore che, per ovvi motivi di studio, limitano alla domenica il loro volontariato durante l’inverno». Oltretutto, per i più “anziani” (oltre vent’anni fra i cani per Armandino Nervi e oltre 10 per la stessa Patrizia, per citarne alcuni) diventa indispensabile sapere che qualcun altro, in futuro, si occuperà della struttura e dei suoi abitanti.

Struttura il cui primo lotto, grazie al Comune, si è concluso con successo con una nuova area e nuovi box. «Stiamo attendendo di vedere concluso, nel 2013, anche il secondo lotto – afferma Patrizia – così da poter avere un’infermeria, una cucina, un bagno e ancora box per i cani». L’impegno dei volontari è a tutto tondo: quando sono presenti, un paio d’ore al mattino e ogni pomeriggio dalle 14 alle 18, i cani sono liberi. «I cani – prosegue – quando entrano da noi stanno in quarantena e solo dopo essere stati vaccinati e controllati possono convivere con gli altri. In questo modo, nel momento in cui ne diamo uno in adozione, sa già come socializzare, come rapportarsi con gli altri maschi e le altre femmine, con adulti e cuccioli. Le persone scelgono il cane e noi facciamo un controllo pre-affido. Successivamente si va ad accertarsi ancora un paio di volte che l’animale venga seguito nel modo giusto». Attualmente i cani presenti nella struttura sono 45.

Moltissimi sono entrati quest’estate ma altrettanti ne sono usciti, fra cui i famosi beagles di Green Hill. «L’evento dei beagles ci ha fatto conoscere una realtà di gente molto diversa da quella che siamo abituati a vedere: diciamo che alcuni si sono presentati con la pretesa di adottare un cane di Green Hill solo per potersi poi pavoneggiare di averlo fatto. Per fortuna, nello stesso periodo, sono stati date vie altre due cucciolate che abbiamo trovato davanti al nostro cancello». Ma non solo cani per l’Enpa. Patrizia ci parla anche delle colonie feline: «Sono un centinaio. Abbiamo due volontarie, Marisa e Silvia, che si occupano di loro quasi ogni mattina, lavoro permettendo, attraverso la cattura, l’alimentazione, le terapie e ciò che serve. Quando arrivano gatti nuovi alcuni volontari mettono a disposizione una stanza fino a quando non vengono dati in affido». Altro punto su cui lavorare, attraverso una campagna di sensibilizzazione che l’Enpa sta portando avanti nei 15 comuni della zona.

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