Militi ovadesi in soccorso dei terremotati emiliani
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
4 Novembre 2012
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Militi ovadesi in soccorso dei terremotati emiliani

Dieci volontari della Croce Verde nei campi di Novi di Modena, San Giacomo e Mirandola coordinati da Anpas e Protezione Civile

Dieci volontari della Croce Verde nei campi di Novi di Modena, San Giacomo e Mirandola coordinati da Anpas e Protezione Civile

 OVADA – Cinque contingenti d’intervento, pari a 10 volontari, della Croce Verde di Ovada sono stati inviati nei tre campi Anpas di Novi di Modena, Mirandola e San Giacomo, nell’ambito dell’operazione coordinata con la Protezione Civile: i militi ovadesi hanno lavorato in sinergia con le altre unità presenti sul territorio e gestito l’attività dei due campi Anpas di assegnazione. “L’attività dei nostri volontari – spiega Vincenzo Nervi responsabile del coordinamento tra Protezione Civile e Croce Verde Ovadese – è coordinata dal Comitato Regionale Anpas. A Novi e Mirandola i nostri volontari hanno collaborato alla logistica e con la cucina allestita per i pasti destinati ai terremotati. A San Giacomo, il campo allestito per ospitare anche la scuola provvisoria, si sono occupati anche dell’assistenza quotidiana ai bambini, dai compiti ai momenti di gioco”. Nel dettaglio, da Ovada sono partiti i volontari Vincenzo Nervi, Sara Roveta, Angelo Gollo, Francesco Core, Matteo Vignolo e Matteo Albertoni che si sono alternati su più turni della durata di una settimana.

Negli ultimi giorni, con l’arrivo della stagione invernale, hanno collaborato alla chiusura dei campi con il conseguente smistamento degli ospiti nelle strutture ricettive messe a disposizione dalla autorità competenti.  Proprio per ottimizzare la formazione delle risorse umane e per mantenere attivi i collegamenti con il Comitato Anpas di riferimento, la Croce Verde ha recentemente deciso di strutturare all’interno della propria organizzazione un gruppo di Protezione Civile nominando un referente di settore. “Il nostro gruppo – prosegue Nervi – è stato finora presente in diverse emergenze, prima fra tutte quella del terremoto a L’Aquila e in Abruzzo. Il prossimo passo sarà quello di una maggiore strutturazione in modo da poter essere più tempestivi nell’occorrenza e inviare volontari più preparati”.

Era il Novembre del 1980 quando per la prima volta il movimento territoriale delle Pubbliche Assistenze, federato in quello che allora era l’Unione Regionale Piemontese, avvertì la necessità di intervenire con propri mezzi e personale a sostegno dell’impegno pubblico negli eventi calamitosi. Il terremoto in Irpinia fu il primo durissimo banco di prova.

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