Fonti Feja: nessuna soluzione all’orizzonte
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
26 Ottobre 2012
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Fonti Feja: nessuna soluzione all’orizzonte

La proprietà parla di 2 milioni di euro per riprendere a produrre e di voler fare ancora ricorso agli ammortizzatori sociali

La proprietà parla di 2 milioni di euro per riprendere a produrre e di voler fare ancora ricorso agli ammortizzatori sociali

CASTELLETTO D’ORBA La sensazione è quella di una lenta agonia. Tanto che pure il sindaco Federico Fornaro al termine dell’assemblea pubblica sulle Fonti Feja ha commentato: “E i 10 tavoli di crisi sono andati tutti così”. Nessuna prospettiva di ripresa della produzione a breve termine: difficilmente verrà fuori qualcosa il prossimo 16 novembre quando le parti si ritroveranno. A confermarlo, davanti ai lavoratori, ai sindacati e alle RSU è stato il rappresentante della proprietà, Giuseppe Caruso: “Per tornare a lavorare servirebbero 2.000.000 di euro. Forse avremo qualche soldo per soddisfare i creditori quando sarà terminato il processo di ristrutturazione del debito portato avanti dall’azienda che controlla le Fonti. Due settimane fa abbiamo dato mandato a una società di consulenza di preparare un nuovo piano industriale da sottoporre a due soggetti interessati all’acquisto. Per questo, per mantenere la speranza, quando scadrà il periodo di cassa integrazione in deroga (il prossimo 31 dicembre ndr) chiederemo il rinnovo per altri sei mesi”.

“Non sappiamo nemmeno – ha ribattuto Anna Poggio, segretario provinciale di Flai Cgil – se la Regione darà la copertura per questi sei mesi. E’ venuto il momento in cui tutti si devono prendere le loro responsabilità. Oggi è necessario capire anche se ci sono i soldi per i Tfr dei lavoratori, alcuni dei quali maturati in 25, 30 anni di lavoro”. Da verificare, dopo due anni di stop, lo stato dei macchinari fermi. Nel frattempo il Comune di Castelletto ha emesso un’ordinanza per la sostituzione del tetto in amianto. “Finora – avverte Fornaro – abbiamo dato la priorità ai 17 lavoratori. Ma ora dovremo porci anche il problema di come tutelare il bilancio comunale”. L’arretrato ammonta a quasi 90 mila euro fra Ici, Tarsu e parte della concessione spettante al comune ma è destinato a salire. 

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