Banca del tempo: un’idea contro la crisi
Quindici anni per l'associazione che si basa sullo scambio dei saperi per fare società e incidere sulla vita delle persone
Quindici anni per l'associazione che si basa sullo scambio dei saperi per fare società e incidere sulla vita delle persone
Il 17 novembre, l’associazione culturale e banca del tempo “L’idea” compie 15 anni. E continuando a parlare di numeri: oltre 270 banche in tutta Italia, 90 tesserati nel territorio ovadese solo nel 2012, dai 20 ai 90 anni l’età di chi ne usufruisce (un’ottantenne di Ponzone raggiungeva da sola, in automobile, la sede in Piazza Cereseto per il corso di informatica), 5 gli incontri previsti in calendario (le energie alternative, l’astrologia e la sua storia, le serate d’arte, il gruppo di informatica e gli incontri di biologia marina), 4 i corsi già iniziati o pronti a partire (laboratori sull’uso del computer, laboratori di arte, di inglese e di scrittura creativa). «Oltre duecento persone, dalla sua nascita, hanno aderito alle lezioni di introduzione all’uso del computer – racconta Enzo Ferrando, uno dei fondatori de “L’idea” – per lo più pensionati, casalinghe e tutti coloro con la necessità di imparare le nuove tecnologie senza rimanerne esclusi».Ma quando si parla di banca del tempo, a cosa ci si riferisce? «Sono associazioni di scambio – continua Ferrando – nate in Inghilterra nel periodo teacheriano a causa della crisi economica. Ora più che mai è forte, anche qui da noi, il bisogno di realtà di questo genere. L’aiuto, la collaborazione e la solidarietà possono incidere notevolmente e positivamente sulla vita delle persone. Non si tratta solo di scambi di tempo, ma anche di conoscenze ed esperienze che si possono condividere con altri. Esistono, al nostro interno, gruppi di interesse comune: ad esempio persone che condividono esperienze sulla cucina, sull’arte e quant’altro. E allo stesso modo avviene uno scambio di tempo: magari una persona anziana insegna a cucire a una più giovane che, a sua volta, la accompagna a fare la spesa o a una visita medica. Il succo è un po’ questo. Si tratta di mescolare allo scambio del tempo fisico quello legato al sapere ricreando così quello che, una volta, era l’economia di cortile: ci si aiutava e ci si raccontava storie».
La struttura su cui si basa una banca del tempo è tuttavia molto più articolata: esiste una forte collaborazione con altre associazioni con le quali si scambiano non solo competenze ma anche spazi, oggetti, strumentazioni. Un’altra idea, in arrivo dal raduno che si è tenuto in Francia, e sulla quale i soci ovadesi stanno lavorando, è legata al baratto che può essere utilizzato in due modi: scambio di merci o scambio di un oggetto con un tot. di ore tempo. Novità del 2012 anche per quanto riguarda il contributo dei soci per i vari corsi: la riduzione di un terzo del contributo in cambio di ore tempo da restituire alla banca. Per maggiori informazioni sulle attività, sui corsi e sugli incontri la sede è aperta il sabato dalle 11 alle 12 e il sito è www.bancadeltempoidea.org.