Via Gilardini: sgomberata palazzina accanto alle Aie
Provvedimento preso dopo un sopralluogo nel quale sono stare riscontrate due crepe tra tra l'atrio e il primo piano
Provvedimento preso dopo un sopralluogo nel quale sono stare riscontrate due crepe tra tra l'atrio e il primo piano
OVADA – “Sede inagibile, non entrare”. Il foglietto con la scritta è appeso al portone del numero 9 di via Gilardini (sulla destra nella foto) dove ha la casa il Cai. Ma l’associazione deve pensare al trasloco così come le dieci persone toccate fisicamente dell’ordinanza di sgombero temporanea emessa dopo l’ennesimo sopralluogo dei Vigili del Fuoco qualche giorno fa su segnalazione degli inquilini. La ragione del provvedimento sta nell’ aggravamento delle condizioni statiche della parete posta tra primo piano e atrio della palazzina. Non che la storia sia nuova. I primi episodi nel 2008 quando si formò una crepa in un’abitazione dietro via San Paolo. Difficile non ricondurre l’episodio ai lavori di recupero delle “Aie” poco distante.Ed in effetti anche qualche giorno fa il pensiero è andato sicuramente al nuovo rione che da tempo sta prendendo forma tra via Gilardini e via Bisagno. La volta, a detta di chi ci abita, era già stata puntellata. “Attendo – spiega l’architetto Andrea Lanza, considerato il padre del progetto di recupero del quartiere – una comunicazione ufficiale del provvedimento. Dalla nostre verifiche si tratta solo di piccoli cedimenti fisiologici non pregiudizievoli dell’incolumità pubblica e privata”. Tra le righe fa capire di considerare esagerato il provvedimento per un episodio vecchio, riconducibile alla prima fase dei lavori. Il problema reale è per chi dovrà, nel breve periodo, chiedere ospitalità a qualche parente, oppure trovare una diversa soluzione.