Centro storico: il rischio è l’abbandono
Le attività commerciali iniziano a chiudere anche nelle aree più in vista: affitti troppo alti. E nelle parti laterali avanza l'incuria
Le attività commerciali iniziano a chiudere anche nelle aree più in vista: affitti troppo alti. E nelle parti laterali avanza l'incuria
E’ un momento di cambiamenti forse irreversibili quello che sta vivendo il nostro centro storico, stretto da un lato da una crisi economica che morde più che in passato anche tra le attività delle aree più frequentate, dall’altro vittima del degrado che si fa strada nei vicoli meno frequentati. Per molto tempo s’è dato per scontato il progressivo declino del commercio in piazza Mazzini e via Roma, troppo isolate.
Ora però la sindrome da serranda abbassata si fa strada anche in via Cairoli dove in poco tempo hanno chiuso un’agenzia di viaggi, un negozio di abbigliamento e bijoux e una boutique di intimo. A parziale bilanciamento, da pochi giorni ha aperto una pasticceria. Ciò non toglie che la situazione sia complessa, specie nel settore dell’abbigliamento e della bigiotteria. “Nel 2012 c’è stato un calo generalizzato – spiega Renzo Canepa di Confesercenti – Ottobre poi, per molte attività, si sta rivelando davvero molto difficile. E a contribuire è il problema degli affitti. Le richieste, nelle vie principali, sono troppo alte per questi frangenti”.
Secondo gli operatori del settore per un locale di 70 metri quadrati la richiesta varia tra 800 e 1.000 euro al mese. “Canoni elevati – precisa Laura Tardito, referente di zona per la Fiaip – ma non va dimenticato che i proprietari, vessati da tasse e spese, sono spesso costretti a chiedere queste cifre. Qualcuno, tuttavia, ha già rinnovato il contratto abbassando la richiesta”. Dove le richieste sono più basse, in via Roma si scende a 400 euro, la situazione non migliora.
Ed è proprio in quest’area, dietro a piazza Castello in cui sta rinascendo la scalinata, che avanza il problema degrado, figlio anche dell’abbandono delle aree. I rioni laterali della Cernaia e della Voltegna sono illuminati da poche lampade vecchie di decenni e presentano un antiestetico manto d’asfalto. Via Borgo di Dentro, nel tratto in cui s’immette in via Roma, è una ragnatela di buche, così come vico Luna dove la scaletta che scende in Lungo Stura Oddini è coperta di guano di piccione. “La situazione è sotto gli occhi di tutti – attacca il consigliere del Pdl Enrico Ottonello Lomellini – Da sempre il Comune si trincera dietro la scusa che non ci sono soldi ma si tratta di problemi vecchi su cui non s’è mai investito”.
“L’Ovada vecchia è una delle nostre priorità, pur tenendo presente che dovremo fare i conti con il bilancio risicato e il patto di stabilità”, rispedisce al mittente l’accusa il capogruppo di Maggioranza Mario Esposito che promette a breve la convocazione di una commissione sul problema. “Se la Regione avesse accettato il nostro Piano di qualificazione urbana – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Simone Subrero – avremmo potuto fare investimenti adeguati: così, invece, abbiamo le mani legate”.