Ospedale: tante le voci, poche le certezze
Rimane da capire con quali modalità sarà riorganizzata la Chirurgia ora che è terminata la finestra per l'attività estiva
Rimane da capire con quali modalità sarà riorganizzata la Chirurgia ora che è terminata la finestra per l'attività estiva
OVADA – S’è chiuso domenica scorsa, 30 settembre, il periodo indicato dall’Asl Al per l’attività chirurgica estiva all’interno dell’ospedale di Ovada. Manca ancora l’indicazione su quale sarà il futuro del reparto, dal giorno dell’assunzione della carica l’attuale direttore generale Paolo Marforio ha sempre prospettato un ridimensionamento, e la riorganizzazione del punto di primo intervento. “A Ovada già oggi il pronto soccorso è di fatto solo un punto di primo intervento, e tale resterà”, ha sempre spiegato il massimo esponente della dirigenza. A tutt’oggi, nel rincorrersi di voci tipico delle situazioni in cui non ci sono notizie ufficiali, manca l’indicazione sulla disponibilità degli anestesisti. Sul piatto c’è sempre l’ipotesi di trasferimento che non era stata scongiurata nel corso dell’incontro tenutosi a fine luglio tra lo stesso Marforio e i rappresentanti dei sindaci dell’Ovadese.Da quel faccia a faccia si era usciti con la consapevolezza di doversi rivedere e che nell’occasioni dall’Asl Al sarebbero arrivate comunicazioni più certe, se non definitive. In realtà non c’è ancora una data per quest’incontro. “Da parte nostra – ribadisce Fabio Barisione, sindaco di Rocca Grimalda – le richieste sono sempre le stesse: tutela dei reparti di Medicina e di Fisiatria, una Chirurgia per interventi minori e un punto di primo intervento a 24 ore”. Anche l’Osservatorio Attivo attende prima di prendere posizione. L’associazione s’è riunita due sere fa, incontro preliminare al rinnovo del direttivo che dovrebbe arrivare entro la prossima settimana. “Il vero risparmio – dichiarò il presidente Padre Ugo Barani a commento delle notizie su Chirurgia – far lavorare le persone che sono pagate per farlo”. Anche questo caso l’indicazione sarebbe per un reparto che possa sgravare le realtà più importanti dai piccoli interventi. Più volte dall’associazione è trapelata l’intenzione di individuare nuove forme di protesta in caso di decisioni penalizzanti per la città.
L’ultima ipotesi considerata sia dal mondo politico che dall’associazione è quella di un incontro con il ministro della Sanità Renato Balduzzi per un colloquio. L’intento è quello di coinvolgere una personalità di provenienza alessandrina che conosce il territorio e che può quindi valutarne le problematiche con maggiore cognizione di causa.