Tutti a scuola: l’orario ridotto il problema dei genitori
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Simonetta Albertelli - redazione@ovadaonline.net  
12 Settembre 2012
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Tutti a scuola: l’orario ridotto il problema dei genitori

Rientro in aula col muso lungo non solo per i bambini. I genitori fanno i conti con trientri pomeridiani decurtati e continui tagli

Rientro in aula col muso lungo non solo per i bambini. I genitori fanno i conti con trientri pomeridiani decurtati e continui tagli

La campanella è suonata. E un giro di chiacchiere con insegnanti, genitori e alunni della scuola primaria dell’ovadese, ci ha permesso di constatare tristemente che a rientrare fra i banchi con il muso lungo non sono soltanto i bambini. Tra tagli, crisi e “spending review” il malcontento è alto, in primis fra gli insegnanti. “I soldi sono sempre meno – affermano alcuni di essi – e il modello cui si tende alle elementari è quello, superato, della maestra tuttologa. Una persona sola invece di tre con meno tempo per l’insegnamento e con stipendi più bassi. Quattro ore e poi… tutti a casa”.

L’autonomia di ogni scuola è in serio pericolo e, con lei, l’organizzazione con moduli diversi, a seconda dell’organico. A pagarne le conseguenze non sono solo gli insegnanti ma anche i genitori che, da un anno all’altro, rischiano di trovarsi sprovvisti del tanto amato “tempo pieno”. “L’unica certezza è che non abbiamo certezze e il futuro scolastico dei nostri figli pare avvolto nella nebbia.- sostiene Giorgio, padre di un alunno della primaria di Molare- E’ di questi ultimi giorni, ancora da concordare, la richiesta di tagliare un’ulteriore ora ai due rientri settimanali con possibilità di due pomeriggi fino alle quindici o di un unico rientro fino alle sedici”.

“Così non va – continuano altri genitori –  Chi lavora ha necessità di un appoggio da parte del sistema scolastico. E soprattutto i genitori non possono sostituirsi alle maestre. Passare meno ore a scuola significherebbe una più elevata mole di compiti a casa perché i programmi devono comunque essere terminati entro la fine dell’anno”.

“E se la scuola è pubblica, non è neppure giusto pensare di cominciare ad autotassarsi.- dichiara Caterina, mamma e commerciante – Dall’acquisto della carta per le fotocopie finiremo per doverci finanziare da soli anche tutti i materiali didattici utili per i nostri bambini, fino magari ad arrivare ai lavori di  restauro  che occorrono nelle aule e nelle palestre”. Qualcuno, a questo proposito, pensa che, invece, potrebbe essere una bella idea quella di collaborare con le maestre e i dirigenti al fine di rendere più vivibile per tutti l’ambiente scolastico.

 

I bambini (beati loro!) non si interessano di crisi e di tagli. Per loro il rientro a scuola è: “Solo una gran rottura!” (Matteo, 8 anni), “Bello perché ci si ritrova con i compagni… peccato che ci siano anche le maestre!” (Sveva, 7 anni), “Una bella idea! Sono i compiti a casa che non vanno tanto bene!” (Laura, 10 anni). Samuele è felice perché è alla sua prima campanella della scuola elementare mentre  Luca, con la saggezza dei suoi 9 anni, afferma sicuro; “Ma non prendiamoci in giro! Vorrei sapere chi preferisce stare seduto nel banco tutte quelle ore invece di girare in bicicletta o tuffarsi da un trampolino!”.

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