Bossi da Capriata invita all’unità (del partito): “basta spararci tra di noi”
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17 Agosto 2012
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Bossi da Capriata invita all’unità (del partito): “basta spararci tra di noi”

Festa della Lega a Capriata: Bossi accolto dai fedelissimi ma pochi i simpatizzanti. “Io ci sono e ci sarò sempre”, tranquillizza dal palco il Senatur. Sulle espulsioni del partito promette: “farò verifiche però basta spararci tra di noi”

Festa della Lega a Capriata: Bossi accolto dai fedelissimi ma pochi i simpatizzanti. ?Io ci sono e ci sarò sempre?, tranquillizza dal palco il Senatur. Sulle espulsioni del partito promette: ?farò verifiche però basta spararci tra di noi?

 Lo stato maggiore della Lega ha fatto tutto quel che doveva fare per accogliere al meglio Umberto Bossi che torna dopo un anno a Capriata d’Orba, sede storica della festa Padana per la provincia di Alessandria, in veste di presidente, invece che di segretario. Certo, il clima, non è più lo stesso. Dodici mesi fa, l’Umbertone lanciava pernacchie all’indirizzo del coordinatore nazionale Pdl Angelino Alfano. Era di scena il braccio di ferro tra gli alleato Lega e partito di Berlusconi sulla riforma delle pensioni. E il Carroccio era riuscita a spuntarla sul Pdl. 
Ieri sera, ad accoglierlo nella sede della cantina Produttori Insieme c’erano i fedelissimi di sempre insieme allo stato maggiore, Tino Rossi, Riccardo Molinari, Daniele Poggi. Molti di meno i simpatizzanti, quelli che alla festa ci andavano prima di tutto per mangiare il buon fritto misto e poi, perchè no, “per sentire cosa dice il Senatur”. Il popolo padano “non praticante” ha quindi disertato, complice la crisi (quella economica e quella di identità leghista, dopo gli scandali di primavera) e un po’ anche “il fatto che Bossi è arrivato per l’apertura, giovedì, mentre solitamente arrivava la domenica”, ipotizzava ieri il segretario provinciale e vice segretario nazionale Molinari.
Lui, Bossi, nonostante tutto, c’è, “e ci sarò sempre. Grazie Capriata e grazie ai fratelli piemontesi”, ha esortato il presidente dal palco. E gli animi si sono ancora scaldati. Come già alla vigilia delle ultime amministrative, il Senatur prosegue sulla linea della difesa, a partire da quella interna. Ha parlato della necessità di “valutare tutte le espulsioni, per verificare che non ce ne siano state di ingiuste. Non possiamo spararci tra di noi, perchè così facciamo solo il gioco di Monti”.
Poi, i temi di sempre: Roma ladrona, la libertà della Padania, il fallimento dell’Euro.
Comunque sia, è andata anche questa volta. Da questa sera, protagonista torna ad essere il fritto misto.
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