Mars Science Laboratory, una missione che unisce passato e futuro
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Mars Science Laboratory, una missione che unisce passato e futuro

Curiosity è un vero laboratorio di analisi mobile in grado di esaminare rocce, suolo e atmosfera: l’obiettivo è stabilire se Marte fu, o è tuttora, un ambiente in grado di sostenere vita microbica.

Curiosity è un vero laboratorio di analisi mobile in grado di esaminare rocce, suolo e atmosfera: l?obiettivo è stabilire se Marte fu, o è tuttora, un ambiente in grado di sostenere vita microbica.

Dopo un viaggio durato 36 settimane, il rover Curiosity si è felicemente posato sulla superficie di Marte lunedì 6 agosto alle 7.32 ora italiana, al termine di una complessa procedura di discesa ribattezzata “sette minuti di terrore”, che ha portato il lander da una velocità iniziale di 21.000 km/sec a 2 km/sec in appunto 7 minuti. Sono stati utilizzati scudi termici, un paracadute supersonico (fotografato dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter in orbita) e una gru spaziale con un sistema di cavi per depositare il prezioso veicolo sulla superficie. L’evento è stato salutato in tutto il mondo con commenti entusiastici, che hanno fatto tornare in mente le sensazioni provate durante la prima missione umana sulla Luna. Già nell’estate del 1976 le immagini trasmesse dalle due sonde Viking resero familiare il paesaggio di Marte e i risultati degli esperimenti di biochimica condotti in loco sono ancora adesso oggetto di opinioni contrastanti.

Nel 1997, sempre in estate, la missione Mars Pathfinder posò sul pianeta rosso il piccolo rover Sojourner, delle dimensioni di un forno a microonde. Progettata soprattutto per dimostrare la fattibilità di trasportare in economia un robot e strumenti scientifici su Marte, la missione si distinse per varie soluzioni innovative, tra cui il sistema di airbag per il contatto “morbido” con il suolo e la struttura a petali della piattaforma di ancoraggio del rover. Più recentemente, siamo nel gennaio 2004, la Mars Exploration Rover Mission ha esplorato l’ambiente marziano grazie ad altre due sonde robotiche, che si sono dimostrate molto longeve: Spirit e Opportunity. Grandi come una utilitaria, il loro obiettivo è stato quello di studiare le variazioni climatiche e rilevare eventuali indizi della presenza di acqua in siti marziani con potenziali condizioni favorevoli alla vita in un passato più o meno remoto.

Viene quindi spontaneo chiedersi quale sia stata la necessità di una ulteriore missione su Marte e il motivo di tanto entusiasmo per la sua riuscita. Le ragioni esistono e sono molteplici: “Inizierà un’era completamente nuova nell’esplorazione della superficie di un altro pianeta“ ha affermato John Grotzinger, capo del team scientifico del California Institute of Technology. La prima ragione è legata all’orgoglio e alla voglia di riscatto della Nasa che, dopo la dismissione dello Space Shuttle, non si sarebbe potuta permettere un fallimento anche nel settore dell’esplorazione automatica del Sistema Solare. La seconda è di carattere progettuale, legata a quei sette minuti ricordati all’inizio. La discesa nell’atmosfera di un altro pianeta con una tecnica così sofisticata e delicata non era mai stata tentata in precedenza, ma si rendeva necessaria per poter posare incolume sulla superficie marziana un vero prodigio della tecnica quale è Curiosity. Lungo tre metri e pesante 900 chilogrammi, praticamente un mini Suv, è un vero laboratorio di analisi mobile in grado di esaminare rocce, suolo e atmosfera alla ricerca di indizi su passato e presente degli ambienti abitabili.

È proprio questa la ragione che rende Mars Science Laboratory una missione che potrebbe rivelarsi epocale: l’obiettivo è stabilire se Marte fu, o è tuttora, un ambiente in grado di sostenere vita microbica. Scopo degli scienziati è quindi verificare l’ipotesi che Marte fosse un tempo abitabile e capire come un ambiente favorevole alla vita possa essersi trasformato in quello che osserviamo adesso. Dopo le prime immagini di avvenuto touchdown trasmesse a Terra, tra cui quella a colori dove si vede ancora la polvere sollevata dai razzi direzionali della gru volante, Curiosity provvederà a fare un controllo di tutte le apparecchiature (17 fotocamere e 10 strumenti scientifici per un totale di 75 chilogrammi) e nelle prossime settimane inizieremo anche noi a viaggiare attraverso il Cratere Gale, sito selezionato per le sue caratteristiche geologiche in una lista di circa sessanta candidati, ad un velocità media di 30 metri al giorno. La durata prevista della missione è di un anno marziano, pari a circa 687 giorni terrestri, ma l’esperienza delle missioni passate fanno sperare in un tempo maggiore.

Sito ufficiale della missione 
       
Mars Science Laboratory photo album 

La discesa di Curiosity (simulazione)

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