Incidenti sul lavoro: scrive la mamma di Pasquale La Rocca
"Una tragedia del genere non dovrebbe colpire nessun figlio e nessun padre di famiglia, perché qui si parla della messa insicurezza dei nostri operai"
"Una tragedia del genere non dovrebbe colpire nessun figlio e nessun padre di famiglia, perché qui si parla della messa insicurezza dei nostri operai"
Pubblichiamo in versione integrale la lettera di Gaetanina Casola, mamma di Pasquale La Rocca che lo scorso 7 giugno morì sul posto di lavoro, all’Ilva di Novi Ligure, travolto dal muletto che stava guidando.Scrivo questa lettera con la speranza che venga pubblicata, e magari anche notata da qualcuno che non si limiti solo leggerla. mi chiamo Gaetanina Casola, sono moglie e madre di quattro figli e ho otto nipoti. Il 7 giugno scorso ho perso il mio primo figlio, Pasquale La Rocca di 33 anni, aveva lasciato la sua città, Casandrino in Provincia di Napoli, per crearsi un avvenire, cercare un lavoro che qui proprio non esiste,e fortunatamente ci era riuscito.
Lavorava all’Ilva di Novi Ligure in provincia di Alessandria, si impegnò cosi tanto nel suo lavoro che in breve tempo divenne capoturno nel suo reparto: responsabile, preciso, attento, e cosi dopo un po’ si sposò e divenne padre 18 mesi fa del piccolo Michele. Pasquale, nel pomeriggio del 7 giugno di quest’anno, ebbe un incidente sul lavoro,fu schiacciato dal muletto che lui stesso guidava.
Capite il mio stato d’animo: una tragedia del genere non dovrebbe colpire nessun figlio e nessun padre di famiglia, perché qui si parla della messa insicurezza dei nostri operai, che, anche stando nel 2012, lascia a desiderare.
Mi rivolgo a tutte le mamme, e mi aggiungo alle altre mamme che hanno avuto il mio stesso dolore: che queste perdite non siano vane, che la sicurezza sul lavoro diventi una realtà. E mi rivolgo ai responsabili, ai titolari di aziende, ditte, fabbriche, cantieri: risparmiare sulla messa in sicurezza fa succedere tragedie come queste. E non e giusto che ciò accada. Prima di concludere volevo aggiungere, e capire , perche si fa una scala di importanza per traguedie come queste: se muore un soldato se ne parla per giorni, se muore un calciatore se ne parla per giorni. E di questi ragazzi, che muoiono sul lavoro perche non c’e’ sicurezza, si da la notizia il giorno stesso e poi basta. Eppure e molto grave.
E mi rivolgo al governo che si impegni , che prenda provvedimenti a controllare e regolare questa indecenza della messa in sicurezza sul lavoro. Grazie per la cortese attenzione e che il mio non rimanga solo uno sfogo scritto.