Intreccio di scrittrici con Lalla Romano e Camilla Salvago Raggi
Un reading al granaio di Campale, situato poco distante dal noce di Cavour, ripercorre la vita della scrittrice piemontese
Un reading al granaio di Campale, situato poco distante dal noce di Cavour, ripercorre la vita della scrittrice piemontese
Mercoledì 13 giugno, alle ore 16.30, nell’inusuale cornice del “Granaio” di Campale si parlerà di letteratura e poesia, nell’intreccio tra la vita e la produzione di Lalla Romano, e l’avventura letteraria di Camilla Salvago Raggi. A coordinare l’incontro, dal titolo “Intrecci di vite e di scrittura”. il giornalista Antonio Ria. Le letture saranno svolte da Orietta Notari. L’ingresso è libero.Di particolare intensità si presenta questo “dialogo” fra due scrittrici, probabilmente diverse per carattere e stile di scrittura, ma unite dalle tematiche dei loro libri: l’infanzia, la famiglia, la musica, la fotografia.
Molto suggestiva anche la collocazione dell’incontro: il “Granaio” di Campale. Posto di fronte alla villa settecentesca, ha avuto recentemente un’interessante trasformazione. Situato poco distante dal “noce di Cavour” (il titolo di un volume della Salvago Raggi), è stato per anni il punto conclusivo del rito della raccolta del grano, con una precisa finalità ed una vita propria. Poi, col passare del tempo e con la trasformazione del mondo agricolo, vi è stato l’abbandono. Ma nel 2009, quasi a sorpresa, il vecchio granaio è rinato a nuova vita, scenario non più di riti agricoli, ma letterari. Camilla Salvago Raggi, proprietaria di Campale, con un’accurata opera di ristrutturazione ha infatti voluto trasformarlo in sala per incontri letterari, conferenze, presentazione di libri, vivificando così il ricordo dello scrittore Marcello Venturi, a cui è stata legata per 40 anni da consonanze affettive e letterarie. Nel vecchio granaio non si respira più il profumo dei cereali ma il fascino della letteratura.
Manifesti, fotografie, testimonianze grafiche, libri e riviste a cui lo scrittore ha collaborato non solo arricchiscono l’ambiente, ma rendono quasi palpabile il suo ricordo. In questo ambiente l’essenzialità architettonica si coniuga al calore del ricordo, del messaggio letterario di Venturi che, con “Il padrone dell’agricola” e “Sconfitti sul campo”, ha colto con sensibilità e acutezza l’estinguersi della vecchia cultura contadina.