Inps: la rivoluzione digitale è un’odissea per l’utente
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Inps: la rivoluzione digitale è un’odissea per l’utente

L'esperienza di una nostra lettrice che ha provato a ottenere il suo Cud on line. Cosa succederà nel 2014 quando il web sarà obbligatorio?

L'esperienza di una nostra lettrice che ha provato a ottenere il suo Cud on line. Cosa succederà nel 2014 quando il web sarà obbligatorio?

 Internet snellisce la burocrazia? Qualche volta, forse. Vogliamo raccontarvi la storia di una lettrice de “l’ovadese”, la chiameremo Maria, che lo scorso 23 maggio ha ricevuto a casa la seguente comunicazione (datata 16 aprile) dall’Inps: “Collegandosi a www.inps.it può presentare istanza per il CUD riepilogativo per redditi extra pensione da inviare per non incorrere nella sospensione prevista. Nel caso in cui non fosse ancora provvisto del Pin (codice identificativo della persona ndr) potrà richiederne l’attivazione utilizzando questi otto numeri”. “Ho fatto come mi diceva la lettera – racconta Maria – sono entrata nel sito, ho trovato il collegamento a “Il Pin on line” ma è stata l’unica cosa semplice. La prima complicazione viene dal fatto che sulla lettera ti danno solo metà del tuo codice: l’altra parte la devi ottenere su Internet. Per arrivare alla pagina giusta ho aspettato 15 minuti”.

I passi successivi sono: inserire i numeri arrivati via posta ordinaria, inserire i dati della tessera sanitaria senza i quali la proceduta non va avanti. Ma non è finita: “Arrivo alla nuova richiesta di un “Pin esecutivo” – prosegue Maria –  inizio la procedura: stampa del modulo di richiesta, firma autografa, scansione del documento creato con annessa scansione della carta di identità, creazione di un unico file e spedizione on line. Per tre volte la spedizione è rifiutata, il documento è troppo pesante. A quel punto mi sono arresa: erano passate due ore”.  Maria a poi risolto il suo problema recandosi all’ufficio di via Cairoli. C’è quindi più di un dubbio nei confronti di quella che non più tardi di qualche mese fa era stata annunciata come la “rivoluzione digitale”, con dichiarazioni trionfalistiche del presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua che spiegava come col web il cittadino sarebbe stato messo ancora di più al centro dei servizi offerti dall’ente. La promessa è quella di raggiungere un numero non inferiore a 20 milioni di italiani.

La domanda nasce però spontanea: cosa può succedere dal 1° gennaio 2014 quando, secondo quanto contenuto nella prima lettera “tutte le amministrazioni pubbliche saranno obbligate per legge a utilizzare esclusivamente i servizi telematici o la posta certificata”? “Penso – conclude Maria – che tante persone si troveranno più in difficoltà di quando non lo sono ora e saranno per lo meno costrette a rivolgersi ai Sindacati: per molti si tratti di un problema di accesso a internet e di disponibilità delle tecnologie necessarie per questo tipo di operazioni. Dopodiché la sequenza delle operazioni non è semplice come te la vogliono far apparire”.  Solo che perdere una pensione è cosa seria che non può dipendere dalla pesantezza di un documento da spedire on line. 

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