Lercaro 2012: obbligatorio risparmiare 200 mila euro
Risorse recuperate limando sui contratti. Il presidente Rava: "Ma non saranno toccati assistenza e servizi. Poi sarà necessario ripensare la struttura"
Risorse recuperate limando sui contratti. Il presidente Rava: "Ma non saranno toccati assistenza e servizi. Poi sarà necessario ripensare la struttura"
Sarà un anno difficile il 2012 per il Lercaro. La sfida cui è chiamata la casa di riposo è risparmiare 200 mila euro per bilanciare le minori entrate dovute in gran parte al blocco da parte dell’Asl dei ricoveri per la continuità assistenziale. E così i numero del bilancio di previsione sono stati calcolati sulla base di una media di 80 ospiti, dieci in meno rispetto al passato. Al capitolo entrate si passa quindi da 2 milioni 637 mila euro a 2 milioni 399 mila.
«Abbatteremo le spese – precisa il presidente dell’Ipab, Emanuele Rava – ma non toccheremo stipendi e qualità del servizio ai nostri ospiti». Il risparmio dovrà venire dalla rinegoziazione dei principali contratti, primo fra tutti quello con Policoop che scade nel giugno. E poi stop alle attività esternalizzate: «Per la fisioterapia – continua Rava – abbiamo inserito un nuovo professionista che in termini contrattuali ci farà risparmiare, pur migliorando leggermente il servizio. La gestione diretta dei servizi è la strada che intendiamo seguire». L’auspicio è quello di chiudere il consuntivo con un seppur minimo avanzo. Altri 30 mila euro saranno risparmiati dalla revisione del contratto per il riscaldamento. Anche la voce per le spese legali dovrebbe scendere della stessa cifra: è da rilevare però che sull’ente graverà la perdita di una causa con Comune di Masone che costerà quasi 120 mila euro.
Difficile intanto capire quale possa essere la prospettiva della casa di riposo. Il mandato del presidente Rava scade nel 2014. «Una casa di riposo gestita come oggi non potrà rimanere in piedi ancora a lungo. I tagli all’assistenza sono costanti, e la tendenza delle famiglie è quella di tenere i propri cari in casa. Quindi l’evoluzione dell’ente, ma in generale di questo tipo di strutture, dovrà andare verso la creazione di un vero e proprio campus che unisca i servizi agli ospiti alla ricerca sulle malattie degli anziani e a uno spazio dedicato all’hospice per i malati terminali».