Elettrosmog: Roma rigetta le istanze della città
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
9 Maggio 2012
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Elettrosmog: Roma rigetta le istanze della città

Per il Ministero della Salute le preoccupazioni dei cittadini non trovano riscontro. Lantero: "Così i comuni non possono governare il territorio"

Per il Ministero della Salute le preoccupazioni dei cittadini non trovano riscontro. Lantero: "Così i comuni non possono governare il territorio"

Nessun aiuto da Roma, sul fronte del contenimento dell’elettrosmog nella nostra città. E’ infatti arriva la risposta della Presidenza del Consiglio, con tanto di relazione tecnica del Ministero della Salute, sollecitata lo scorso 29 settembre dall’Amministrazione Comunale con l’approvazione di un ordine del giorno in consiglio unitamente alla modifica del regolamento che disciplina l’installazione degli impianti radioelettrici. Lo stesso ordine del giorno era stato inviato accompagnato dalla raccolta di 2.500 firme generate dall’onda emotiva che aveva generato la possibilità di veder nascere in prossimità di corso Saracco l’antennone Wind.

E la risposta non fa che confermare in sostanza quel che già si sapeva: “In ordine al tema specifico delle stazioni radio base per la telefonia mobile – si leggere in uno stralcio della relazione – è innegabile che il continuo aumento del loro numero sul territorio, dovuto sostanzialmente all’incremento delle utenze, abbia contribuito a creare nella popolazione una diffusa preoccupazione per possibili effetti nocivi sulla salute dei campi elettromagnetici. Questa preoccupazione non trova riscontro nei dati scientifici, come anche più volte espresso dall’Oms, anche perché i livelli di esposizione dovuti alle stazioni radio base sono molto bassi in rapporto sia ai vigenti limiti di esposizione, sia ai livelli di esposizione dovuti al telefono durante l’uso, sia infine a quelli dovuti alle trasmittenti radiotelevisive”.

 
Di fatto il Ministero non mette in discussione il valore di 6volt/metro fissato come limite dalla Legge Gasparri. “Il documento – commenta l’assessore Paolo Lantero – è piuttosto deludente. Non fa che ribadire la posizione che ha portato alla legge Gasparri e al conseguente Regolamento regionale che, di fatto, impedisce a noi Comuni la gestione del territorio in fatto di antenne e ci costringe a mille peripezie per provare a tutelare i cittadini e minimizzare le esposizioni. In pratica il Ministero non riconosce il problema che più di 2.500 cittadini ci hanno posto e minimizza le preoccupazioni. Ne prendiamo atto ma continueremo, con le nostre forze, a fare tutto quanto in nostro potere per regolare l’installazione delle antenne. È indubbio però che ci troviamo di fronte a una contraddizione del tempo presente. Tutti vorrebbero maggiori servizi e antenne lontane, il binomio non può funzionare senza qualche passo indietro: dovremmo, come cittadini, individuare tutte le strategie possibili per ottenere scelte differenti ai livelli legislativi statali, soprattutto per conquistare un reale equilibrio tra le forze delle società telefoniche e i governi territoriali, per provare a vincere una battaglia di civiltà e democrazia”.
 
Di queste cose si parlerà sicuramente anche stasera, nel corso del convegno organizzato dal Comitato che si oppone all’installazione di impianti ad alta potenza sul territorio cittadini al Teatro Comunale con inizio alle ore 21.00. Il dibattito partirà dalla relazione dell’oncologo della commissione nazionale Gino Levis che parlerà dei risultati degli ultimi studi in materia.
 
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