Elettrosmog: Roma rigetta le istanze della città
Per il Ministero della Salute le preoccupazioni dei cittadini non trovano riscontro. Lantero: "Così i comuni non possono governare il territorio"
Per il Ministero della Salute le preoccupazioni dei cittadini non trovano riscontro. Lantero: "Così i comuni non possono governare il territorio"
Nessun aiuto da Roma, sul fronte del contenimento dell’elettrosmog nella nostra città. E’ infatti arriva la risposta della Presidenza del Consiglio, con tanto di relazione tecnica del Ministero della Salute, sollecitata lo scorso 29 settembre dall’Amministrazione Comunale con l’approvazione di un ordine del giorno in consiglio unitamente alla modifica del regolamento che disciplina l’installazione degli impianti radioelettrici. Lo stesso ordine del giorno era stato inviato accompagnato dalla raccolta di 2.500 firme generate dall’onda emotiva che aveva generato la possibilità di veder nascere in prossimità di corso Saracco l’antennone Wind.
E la risposta non fa che confermare in sostanza quel che già si sapeva: “In ordine al tema specifico delle stazioni radio base per la telefonia mobile – si leggere in uno stralcio della relazione – è innegabile che il continuo aumento del loro numero sul territorio, dovuto sostanzialmente all’incremento delle utenze, abbia contribuito a creare nella popolazione una diffusa preoccupazione per possibili effetti nocivi sulla salute dei campi elettromagnetici. Questa preoccupazione non trova riscontro nei dati scientifici, come anche più volte espresso dall’Oms, anche perché i livelli di esposizione dovuti alle stazioni radio base sono molto bassi in rapporto sia ai vigenti limiti di esposizione, sia ai livelli di esposizione dovuti al telefono durante l’uso, sia infine a quelli dovuti alle trasmittenti radiotelevisive”.