La Chiesa di Cappccini alle suore ospedaliere
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
26 Marzo 2012
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La Chiesa di Cappccini alle suore ospedaliere

Quasi fatto l'accordo tra i due ordini. Bocciata la proposta della Parrocchia spalleggiata dal vescovo Micchiardi

Quasi fatto l'accordo tra i due ordini. Bocciata la proposta della Parrocchia spalleggiata dal vescovo Micchiardi

 C’è ora un punto fermo sul futuro della chiesa e del convento dei Cappuccini di via Cairoli. Saranno le suore ospedaliere della Misericordia a occuparsene diventando le inquiline dell’edificio lasciato vuoto dalla scomparsa di padre Giancarlo. L’accordo non è ancora ufficiale ma nel prossimo incontro tra la direzione ligure dei padri Cappuccini e i vertici delle religiose si discuterà dei dettagli. “Si tratta di un discorso in piedi da tempo”, conferma padre Gambaro, il padre provinciale. Niente da fare quindi per la parrocchia di Ovada.

In una serie di incontri (l’ultimo pochi giorni fa), il vescovo di Acqui, Piergiorgio Micchiardi, e don Giorgio Santi avevano avanzato una proposta per la gestione del complesso, tramite la stipula di una convenzione. “L’idea di creare mini appartamenti da destinare poi a anziani e disagiati per noi non era praticabile – aggiunge padre Gambaro – Il convento è grande ma non a sufficienza per un intervento di questo tipo. E poi è importante anche il rapporto umano, il servizio che si potrebbe dare a delle persone. Pensiamo che le religiose, in questo senso, potrebbero comunque adoperarsi per l’accoglienza e l’ospitalità”. Le consorelle, che ora vivono in un piccolo appartamento in via Ruffini, potranno garantire la fruibilità e la manutenzione ordinaria dell’edificio, sgravando i Cappuccini, che ne resteranno proprietari, da una complessa gestione.

E la loro presenza permetterebbe anche l’apertura regolare della chiesa dove, dalla morte di padre Giancarlo, si tiene solo la messa domenicale, grazie all’invio regolare di un cappuccino dalla sede genovese.

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