Ma non si può dire che il Piano Regolatore è sbagliato
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Ma non si può dire che il Piano Regolatore è sbagliato

La risposta dell'Assessore all'Urbanistica alle osservazione mosse da Vignolo sull'operazione di recupero dell'area ex-Lai

La risposta dell'Assessore all'Urbanistica alle osservazione mosse da Vignolo sull'operazione di recupero dell'area ex-Lai

Chiedo un po’ di spazio per alcune necessarie precisazioni in merito all’intervento di Giuseppe Vignolo, comparso la scorsa settimana. Sul recupero dell’area ex-Lai molto si é detto, spesso anche in modo intenzionalmente impreciso, purtroppo, per creare confusione e tensione. Non voglio però riprendere i dettagli della vicenda, i cui termini amministrativi sono stati bene riassunti da un preciso articolo dell’Ovadese.
 
Personalmente non condivido l’affermazione con cui si ritiene sbagliato il Piano Regolatore Generale e provo a spiegarne la ragione. Esiste un Piano di Assetto Idrogeologico del fiume Po (detto PAI), nato a fine anni ‘90, redatto dall’Autorità del bacino del Po, di cui anche l’Orba e lo Stura fanno parte. Il PAI impose precise verifiche di tipo idrogeologico ai piani regolatori, e in modo autonomo fotografò le possibili aree a rischio, per le quali definì precise disposizioni urbanistiche, cui si attenne anche il Piano Regolatore Generale di Ovada (PRG), aggiornato in tal senso con una variante iniziata nel 2003 e conclusasi nel 2008; gli studi (analisi e rilievi) prodotti dai professionisti incaricati giunsero alle stesse conclusioni rispetto alla classificazione dell’area ex-Lai. I tecnici redattori del PRG definirono poi coerentemente gli interventi possibili e compatibili con l’area, in linea con le indicazioni del PAI.
 
L’iter affinché una variante presentata alla Regione Piemonte diventi strumento operativo, é molto lungo e complesso, coinvolge autorità diverse che devono validare la progettazione locale e garantire la qualità del PRG e la coerenza con strumenti pianificatori superiori .
Tra la prima adozione del PRG e l’adozione definitiva si attuano una serie di iniziative di informazione e conoscenza dei contenuti del PRG, alcune facoltative, altre obbligatorie per legge (pubblicazione all’albo pretorio); occasioni in cui i cittadini hanno il diritto/dovere di segnalare criticità, forzature, restrizioni delle attese di singoli cittadini o gruppi di essi.
 
Tutte le osservazioni che vengono raccolte sono obbligatoriamente analizzate dall’Amministrazione che ne valuta l’accoglimento, dopo di che, se tutti i riscontri sono positivi, il PRG finalmente assume piena operatività e dunque su quello si baseranno le autorizzazioni edilizie per tutta la città. Diventa, quindi, la più importante legge per lo sviluppo e la tutela del territorio e un Amministratore, a mio avviso, ha il dovere di farlo rispettare, garantendone l’applicazione. Come Assessore, dopo questa breve riflessione, devo affermare che é sviante e superficiale definire il piano regolatore “sbagliato”. Per ciò che riguarda l’area ex LAI, ho assunto, insieme allo staff dell’Ufficio Tecnico comunale tutte le tutele previste dal PRG.
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