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Vicenda del guado: nuovo rinvio per Oddone
Il pubblico ministero chiede otto mesi riconoscendo le attenuanti generiche. L'avvocato difensore: "Non è sicura nemmeno la dinamica dei fatti"
Il pubblico ministero chiede otto mesi riconoscendo le attenuanti generiche. L'avvocato difensore: "Non è sicura nemmeno la dinamica dei fatti"
E’ stata rinviata all’11 aprile la sentenza per il processo che coinvolge il sindaco di Ovada Andrea Oddone, la vicenda inerente al guado del Gnocchetto dove nel novembre 2008 morirono in un tragico incidente Peter de Roma e Enzo Pronestì, entrambi ventenni. Nell’udienza di ieri il pubblico ministero ha chiesto una condanna a otto mesi riconoscendo le attenuanti generiche al sindaco Oddone, per concorso di colpa delle due vittime. Il Comune era stato citato come responsabile civile su richiesta delle parti civili (Roberto Succio, Andrea e Maurizio Tonnarelli). “Continuo a pensare che si arriverà a un’assoluzione – spiega al telefono l’avvocato Tino Goglino che si occupa della difesa di Oddone – nel corso del processo non è stata nemmeno stabilita la provenienza dell’auto dei due ragazzi. La strada da sbarrare non è a uso pubblico perché prosegue su un guado che è un manufatto demaniale. In più non competeva certo al sindaco l’apposizione dei cartelli”. Al procedimento nei confronti di Oddone si è arrivati dopo l’assoluzione di Giuliano Grandi, 59 anni, amministratore unico della ditta Grandi Scavi: per lui l’accusa di duplice omicidio colposo, per non aver impedito il transito con sbarramenti e apposite segnalazioni.