Per l’8 marzo parliamo delle violenze sulle donne
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Per l’8 marzo parliamo delle violenze sulle donne

Non una festa banale ma un'occasione per riflettere sul lungo percorso che le donne hanno fatto nel nostro Paese

Non una festa banale ma un'occasione per riflettere sul lungo percorso che le donne hanno fatto nel nostro Paese

L’ 8 marzo, festa della donna, non può essere una celebrazione retorica o una festa banale da consumare. L’8 marzo, ogni anno, è un’occasione per riflettere sul lungo percorso che le donne hanno fatto nel nostro Paese e su quello altrettanto lungo che ancora devono percorrere.
In particolare quest’anno l’Amministrazione comunale di Ovada, su invito della Consulta delle elette della Provincia di Alessandria, ha approvato un ordine del giorno che invita la Regione a mantenere le attività già in atto e ad approvare i finanziamenti per nuovi progetti contro la violenza sulle donne. La violenza domestica nei confronti delle donne e dei bambini costituisce un vero allarme sociale, sintomo di una situazione di malessere e povertà culturale cui occorre fare fronte attraverso una mobilitazione istituzionale.
 
Circa il 95% delle violenze e dei maltrattamenti subiti da donne e minori si consuma tra le mura domestiche e gli atti sono posti in essere da persone che la vittima conosce. I dati sono sconvolgenti: almeno una donna su tre, nel corso della sua vita è stata picchiata, costretta a rapporti sessuali o ha subito altri tipi di abuso. In questi anni, nella nostra Provincia, sono state intraprese, grazie al Piano regionale del 2009, azioni efficaci contro la violenza sulle donne: come il centro di ascolto Me.dea che ha registrato in un anno più di 300 richieste di aiuto da parte di donne nel territorio alessandrino.
 
Il rischio, se i finanziamenti regionali non saranno garantiti, è quello di perdere i servizi esistenti oltre che di non poter proseguire con l’apertura di Centri e Case rifugio. Purtroppo in questi anni i passi fatti sono stati annientati da una sottocultura dilagante che ha nuovamente relegato l’immagine della donna ad una nuova forma di sottomissione. Tutto questo non fa che alimentare nuove e vecchie forme di violenza che dilagano nel nostro Paese e delle quali le donne in particolare sono le principali vittime. E non possiamo non ricordare, ancora una volta, perché i tagli ai progetti contro la violenza sulle donne hanno grave ricaduta anche su questo, le vittime della tratta. Dimenticate ai margini della società, senza diritti né tutele, senza dignità, fantasmi che non si vogliono vedere, le donne oggetto di tratta sono vittime di una violenza inaudita.
 
Quest’anno, nell’augurare un buon 8 Marzo a tutte le donne che ogni giorno lottano la loro quotidiana battaglia contro il tempo e le mille cose da fare, vogliamo in particolare accendere l’obiettivo contro la violenza. Dare voce alle numerose donne che la subiscono in silenzio, molto spesso vittime della nostra indifferenza. Che l’indifferenza non si traduca, in tempi di ristrettezze economiche, in tagli ai piani antiviolenza portati avanti in questi anni.
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