Cultura: costi e benefici
La precisazione sulla notizia delle consulenze del Comune per le docenze alla scuola di musica Antonio Rebora
La precisazione sulla notizia delle consulenze del Comune per le docenze alla scuola di musica Antonio Rebora
Ho letto la notizia dei compensi ai collaboratori da parte del comune di Ovada. Attendevo qualche precisazione da parte della presidenza della Scuola di Musica. Mi sembra doveroso rilevare che tale notizia offre un’immagine probabilmente fuorviante, facendo erroneamente apparire i docenti della Rebora, come la maggior voce di spesa del Comune, tralasciando altre rilevanti uscite, non evidenziate in pari cruda maniera. I docenti, professionisti di valore, non sono assunti in pianta stabile, diversamente da altri operatori, ma non per questo offrono servizi minori ed il loro compenso è commisurato al servizio stesso, o forse anche inferiore al reale valore.Sempre per precisare meglio la notizia, si osserva che non sono evidenziate le entrate, pagate dagli utenti, cosa che avrebbe corretto la possibile sensazione negativa dei lettori. Ciò detto, occorre rilevare che il fare musica in modo concreto è una operazione che ha ricadute sul piano culturale, ma anche sul piano del benessere fisico e psichico degli studenti: notevoli studi hanno dimostrato questo beneficio. Inoltre l’ente pubblico che permette ed organizza questa attività, compie una operazione che ha valore non solo culturale ma che va anche letta come “investimento”.
Si sa che la cultura è motore di sviluppo di grande valore, basta pensare a cosa sia lo sviluppo del settore turistico, settore che prima di tutto abbisogna di “cultura” e il binomio turismo-cultura è inscindibile.
Investire in musei, o story park o altri spazi di qualsiasi genere è operazione fallimentare se parallelamente non si sviluppa la parte culturale che caratterizza queste strutture. Il Comune investe energie e fondi nelle attività sportive-culturali, non solo per la “Rebora”: si va dalle fiere gastronomiche agli incontri sportivi ed immagino che le ricadute non siano solo calcolate nel ristretto ambito della “giornata ben riuscita”. Una scuola non si valuta solo e banalmente da quanto si pagano i docenti (al lordo dei contributi degli studenti), ma dal valore complessivo della operazione. Non dimenticando inoltre che, se si utilizzano tutte le risorse disponibili e si sfruttano tutte le possibili sinergie, si arriva anche a vedere che, alla fine, la cifra risultante potrebbe essere un attivo.
La scuola Rebora ha formato culturalmente centinaia di ovadesi e non solo, molti dei quali, grazie proprio a questa occasione di crescita, sono diventati professionisti ammirati. Valutare tutto questo sulla base di un solo elemento, ha lo stesso valore del considerare l’utilità dell’autostrada dal solo costo dell’asfalto o l’utilità della ferrovia dal costo delle traversine.