Consumi del gas clamorosamente sovrastimati
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Edoardo Schettino - redazione@ovadaonline.net  
2 Febbraio 2012
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Consumi del gas clamorosamente sovrastimati

Due storie simboliche di una serie di segnalazioni arrivate in redazione negli ultimi mesi. Storie di abitazioni che consumano quanto un caseggiato

Due storie simboliche di una serie di segnalazioni arrivate in redazione negli ultimi mesi. Storie di abitazioni che consumano quanto un caseggiato

Apri la bolletta del gas e scopri di consumare quanto un caseggiato. Solo che il consumo sul quale l’azienda erogatrice stabilisce il pagamento è clamorosamente sovrastimato. Abbiamo deciso di raccontarvi due storie perché simboliche di una serie di segnalazioni arrivate al giornale in quest’ultimo periodo. La società in questione è la Gdf Suez, all’interno della quale negli ultimi anni sono confluite altre realtà di vendita di gas naturale prima la Arcalgas, poi l’Italcogim Energie.

La signora Rosa (ma il nome è di fantasia), intestataria di un contratto per uso domestico, il 3 gennaio scorso ha ricevuto la sua bolletta da “soddisfare” entro il 5 gennaio. La stima calcolata dall’azienda attraverso il sistema del consumo standard è di 223,89 metri cubi di gas. Fanno 171,25 euro da pagare. I consumi vengono calcolati sulla base di alcune variabili: il numero di giorni da stimare, l’andamento climatico del periodo, il consumo storico se disponibile o in alternativa il consumo presunto ed il profilo di prelievo standard. Il problema, per la signora Rosa è che “l’autolettura” con cui si certifica quanto realmente è stato utilizzato l’avrebbe dovuta inviare entro il 26 di gennaio: il consumo reale è di un terzo.

Qualche giorno dopo arriva una seconda bolletta che per i 20 giorni tra il 3 e il 22 dicembre fissa un consumo di altri 109, 37 euro per un consumo stimato di 127,79 metri cubi. A questo punto Rosa blocca i pagamenti in banca e decide di andare a farsi le sue ragioni.

Mario va regolarmente a controllare le bollette riferite all’appartamento in cui stava la madre anziana, ora in casa di riposo. Il 10 gennaio trova una bolletta con scadenza il 5 gennaio. Il pagamento di 279 euro imposto sempre in base al sistema del consumo presunto è già stato autorizzato dalla banca. E’ evidentemente un caso limite in cui il sistema del consumo presunto non può essere applicato. Tanto che la cliente in questione è già “in credito” verso l’azienda erogatrice di 296 euro: la Gdf Suez deve alla mamma di Mario 575 di gas. Solo che non abitando più in quel’appartamento non può usufruirne.

Rosa va a far valere le sue ragioni allo sportello di Strada Masio che la Gdf Suez ha ereditato dall’Arcalgas (la vecchia azienda a un certo punto aveva pensato di spostare tutto a Castellazzo salvo poi recedere dopo le proteste). Allo sportello c’è coda, l’addetta è disponibile a trovare una soluzione per tutti. Tutto secondo le regole, assicura: arriverà presto la rettifica della bolletta gli importi corretti. Ed in effetti in pochi giorni arriva a casa una nuova lettera. Sorpresa: per il periodo che va dall’8 settembre al 5 gennaio l’azienda concede una quantità di gas pari a 225euro. La somma che Rosa avrebbe dovuto pagare mettendo assieme le due bollette è di quasi 300 euro.

Evidentemente la Gdf Suez oltre allo sportello ha ereditato anche i capannelli di clienti furibondi. Il monito è quello di stare veramente attenti quando arriva una bolletta.
 

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