“Il 2012 anno decisivo per i piccoli comuni”
"La sostanza dei problemi riguarda l'individuazione dello strumento giuridico e la dimensione ideale per la gestione dei servizi"
"La sostanza dei problemi riguarda l'individuazione dello strumento giuridico e la dimensione ideale per la gestione dei servizi"
Il 2012 sarà un anno decisivo per il futuro dei nostri piccoli comuni e non soltanto per quelli con una popolazione inferiore ai abitanti. Il decreto milleproroghe approvato dal Governo tra Natale e Capodanno, infatti, ha concesso alle amministrazioni locali una proroga di 6 mesi sulle scadenze indicate nella manovra di quest’estate, ma la questione delle scelte riguardanti le gestioni associate non può dirsi certo risolta. Per parte sua la Giunta della Regione Piemonte ha approvato un disegno di legge sulla “disciplina dell’esercizio associato di funzioni comunali”, che prevede,tra l’altro, la definitiva soppressione delle Comunità Montane, sostituite dalle Unione montane di comuni.Le Comunità collinari, a loro volta, diventeranno Unioni di comuni collinari. Al di là del restyling dei nomi, la sostanza dei problemi riguarda l’individuazione dello strumento giuridico (Unione oppure convenzione) e della dimensione demografica e territoriale ottimale per la gestione dei servizi, avendo come obiettivo finale un rapporto soddisfacente tra costi e livello delle prestazioni. I prossimi mesi saranno, quindi, decisivi per verificare le condizioni e soprattutto le dimensioni territoriali delle gestioni associate.
Mentre è del tutto evidente che vi sono funzioni e servizi fondamentali quali ad esempio il socio assistenziale e i trasporti che necessitano di un bacino grande quanto i sedici comuni dell’Ovadese, vi sono ancora da sciogliere molti nodi per altri settori.
E’ pregiudiziale, però, che si chiarisca se i comuni oggi aggregati nelle comunità montane e collinari, intendono proseguire (in forma nuova) quell’esperienza, oppure accettano la sfida della costruzione di un’alleanza istituzionale organica di tutti e 16 i comuni dell’Ovadese. Infatti, sebbene la Regione abbia concesso una deroga sulle dimensioni ottimali per le gestioni associate (3.000 abitanti per la collina e la montagna), questa è un’occasione.