Martedì 18 Gennaio 2022

Ovada

L'ospedale è salvo, Casa di Comunità al Sant'Antonio

Dopo le polemiche delle ultime due settimane generate dal piano di riorganizzazione Asl 

Pronto Soccorso, nuova data per la riapertura

L'ospedale di Ovada

OVADA - Pericolo scongiurato. Torna sui suoi passi l'Asl, o per meglio dire il vertice dell'azienda sanitaria bocca di fatto l'ipotesi indicata per Ovada sul piano di riorganizzazione da concretizzare grazie ai fondi Pnrr. La “Casa di comunità”, sarà realizzata presso il Sant'Antonio, l'ospedale vecchio di via XXV aprile come ipotizzato in un primo momento. Ad annunciarlo è stato nella giornata di ieri il sindaco di Ovada, Paolo Lantero. “Il confronto – ha spiegato – ha portato alla decisione di dirottare i fondi Pnrr verso l'attuale sede del distretto sanitario”.

Sopralluogo decisivo

L'ex ospedale (fino al 1990) è stato visitato qualche giorno fa dal direttore generale Luigi Vercellino. L'ipotesi della “Casa di comunità in quella sede”, era stata formulata per recuperare gli spazi non più a norma dell'edificio, realizzare una più forte interazione tra servizi sanitari e sociali. Su quest'ultimo aspetto l'Ovadese ha già iniziato a muoversi. “Pensiamo – prosegue Lantero - che la vicinanza anche negli spazi fisici, oltre che negli obbiettivi, tra la parte Sociale e quella Sanitaria di territorio possa rispondere alla richiesta di prossimità dei cittadini, soprattutto i più fragili». A stoppare quanto era già stato concordato nei mesi scorsi l'indicazione inviata da Asl in Regione che dirottava tutto verso l'ospedale civile di via Ruffini, togliendo spazio ai servizi sanitari e in particolare all'ospedale di comunità avviato al secondo piano e temporaneamente accantonato con l'ingresso nell'emergenza da Covid – 19.

Casa di comunità: l'ipotesi per salvare l'ospedale vecchio

Presentato a Torino il piano per il rilancio del Sant’Antonio

La risposta della città

Chissà che alla decisione non si sia arrivati anche per la forte reazione arrivata non solo dal centro zona ma da un territorio più ampio che comprende i paesi del circondario e aree oltre confine come la Valle Stura. La petizione avviata su Change.org da Padre Ugo Barani, presidente dell'Osservatorio Attivo, ha raggiunto oltre 5 mila firme. Decisivo invece l'intervento dell'assessore regionale Luigi Icardi, così come lo scorso anno, quando a tardare era la riapertura del Pronto Soccorso. Sarebbe salvo pure il reparto di Ospedale di Comunità ma il riavvio è condizionato alla disponibilità di personale.

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