Mercoledì 01 Dicembre 2021

Celebrazione

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

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Oggi, 25 novembre, ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita nel 1999 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, per incentivare le campagne di sensibilizzazione sul problema della violenza contro le donne.

In questa data precede hanno anche inizio i "16 giorni di attivismo contro la violenza di genere", che terminano il 10 dicembre con la Giornata mondiale dei diritti umani, sottolineando che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani. In molti paesi, compresa l'Italia, il colore simbolo di questa giornata è il rosso: in molte piazze o luoghi pubblici del mondo spesso viene organizzato un flashmob allineando centinaia di paia di scarpe rosse da donna, a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio, un'idea nata dall'installazione dell'artista messicana Elina Chauvet che si ispirò all'omicidio della sorella per mano del marito.

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Per violenza contro le donne si intende "qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata" (dalla risoluzione delle Nazioni Unite del 1999).

Questo tipo di violenza è ritenuta un'amara conseguenza della disparità di genere che storicamente fa parte della nostra società, una discriminazione con cui le donne vengono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini per impedirne il loro avanzamento.

Perchè il 25 novembre?

Il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Domenicana, per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo, furono uccise tre attiviste politiche, le sorelle Mirabal: le tre donne che si stavano recando in prigione per andare a fare visita ai mariti reclusi, furono bloccate da agenti del Servizio di informazione militare, per poi essere stuprate, torturate ed infine uccise. 

A Bogotà, nel 1981, in occasione primo incontro femminista latinoamericano e caraibico, venne deciso di celebrare il 25 novembre come la Giornata internazionale della violenza contro le donne, in memoria delle sorelle Mirabal. Dieci anni dopo, nel 1991, il Center for Global Leadership of Women (CWGL) avviò la Campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, proponendo attività dal 25 novembre al 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani.

Violenza contro le donne: i dati globali

L'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicò nel 2013 la prima grande rilevazione globale di dati su due distinte forme di violenza contro le donne (quella compiuta dai partner e quella compiuta da un diverso soggetto) e di documentarne le conseguenze sulla salute psicofisica delle donne vittime di violenza. I dati emersi riscontrarono che circa il 35.6% delle donne aveva subito violenza fisica, con percentuali più elevate nelle regioni del Sud-est asiatico (37,7%), o minori come nella zona Pacifico occidentale (24,6%). L'inchiesta ha stabilito che le donne vittime di violenza hanno il doppio di probabilità di soffrire di depressione, più del doppio di avere problemi mentali o di soffrire di alcolismo, sono più soggette a malattie virali e maggiormente esposte a tentativi di suicidio.

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In Italia

Nel 2018 l'Istat ha collocato l'Italia con una più bassa percentuale di violenze e femminicidi (133 omicidi, pari allo 0,43 per 100.000 donne), tuttavia nonostante l'omicidio di uomini nel corso di 25 anni è diminuito, quello verso le donne ha mantenuto una certa stabilità.

Secondo il Rapporto EURES sul femminicidio in Italia, tra il 2000 e il 31 ottobre 2020 sono 3.344 le donne uccise in Italia, pari al 30% degli 11.133 omicidi volontari complessivamente censiti. Nel 2019 sono state uccise 99 donne, 85 nell'ambito familiare. Nei primi 10 mesi del 2020 le vittime registrate sono 91, con un leggero calo nella percentuale di donne straniere. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, viene rilevata una flessione del numero di femminicidi al centro-sud e un aumento al nord: in Lombardia e Piemonte si concentra il 36% dei casi nazionali.

Durante il periodo dell'emergenza Covid-19 la mole di chiamate al numero verde 1522 contro la violenza e lo stalking  è raddoppiato, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. 
Durante il lockdown, la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio ha confermato che la violenza di genere sia aumentata in forma silenziosa, in quanto si è riscontrata una maggiore difficoltà da parte delle donne di denunciare l'accaduto.

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