Pertini: gli alunni a scuola di scrittura a “Notti nere”
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Redazione - redazione@ovadaonline.net  
1 Ottobre 2017
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Pertini: gli alunni a scuola di scrittura a “Notti nere”

I ragazzi della IIIE hanno dialogato con gli scrittori Giada Trebeschi, Alex Connor e Daniel Cole nel contesto della rassegna di Acqui Terme

I ragazzi della IIIE hanno dialogato con gli scrittori Giada Trebeschi, Alex Connor e Daniel Cole nel contesto della rassegna di Acqui Terme

OVADA – Un riflessione sulla fatica di scrivere, sulla lettura in genere. Protagonisti da un lato i giovani alunni della IIIE della scuola Pertini, dall’altra gli scrittori  Giada Trebeschi, Alex Connor e Daniel Cole. Lo scenario «Notti nere», la rassegna dedicata alla letteratura del brivido che ha vissuto la sua quinta edizione fino a domenica scorsa. “Amare la lettura – spiega la professoressa Patrizia Priano – diventare abili nella scrittura rimangono due competenze fortemente volute dalla scuola, dalle famiglie, dalla società. Sul come esercitarle o coltivarle si apre un mondo infinito fatto di metodi, vicinanza culturale, condivisione di esperienze. Spesso servono esercizio e duro lavoro, è innegabile, talvolta, però, non c’è solo esercizio e studio, ma anche divertimento”. Il libraio Piero Spotti della Libreria Terme, artefice della manifestazione, per permettere ai ragazzi di consegnare i loro testi, come da regolamento del concorso per giovani scrittori annesso al festival, li ha sottoposti ad una prova: risolvere un enigma cercando indizi all’interno del vecchio carcere abbandonato di Acqui. Tra tutti quei corridoi, scale, stanze e “rumori inquietanti”, c’era il pensiero costante di poter fare un incontro indesiderato o di perdersi in celle sconosciute. Il timore che qualcuno apparisse dal nulla e cominciasse a correrti incontro si sentiva nell’aria. magnifici 21 della IIIE sono riemersi dal “carcere” con molte domande e consapevoli di avere vissuto una atmosfera surreale degna di essere teatro di racconti horror e di aver comunque imparato. Non sono riusciti a risolvere l’enigma, ma si sono portati a casa libri e consigli.

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