Cortese: “Anticipo stagionale di dieci giorni”. Ma il caldo per ora non preoccupa
Le gelate di fine aprile e ora un brusco aumento delle temperature e un caldo eccessivo. Che il meteo abbia fatto registrare, negli ultimi tempi, andamenti anomali non è una novità, ma ora la siccità sta creando forti problemi all'agricoltura, in particolare ad alcune colture: mais, girasole, frumento. Naturale chiedersi se la brina prima, e il caldo ora, abbiano avuto ripercussioni sui vitigni e quale sia lo stato di salute delle viti
Le gelate di fine aprile e ora un brusco aumento delle temperature e un caldo eccessivo. Che il meteo abbia fatto registrare, negli ultimi tempi, andamenti anomali non è una novità, ma ora la siccità sta creando forti problemi all'agricoltura, in particolare ad alcune colture: mais, girasole, frumento. Naturale chiedersi se la brina prima, e il caldo ora, abbiano avuto ripercussioni sui vitigni e quale sia lo stato di salute delle viti
ECONOMIA E LAVORO – Le gelate di fine aprile e ora un brusco aumento delle temperature e un caldo eccessivo. Che il meteo abbia fatto registrare, negli ultimi tempi, andamenti anomali non è una novità, ma ora la siccità sta creando forti problemi all’agricoltura, in particolare ad alcune colture: mais, girasole, frumento.
Naturale chiedersi se la brina prima, e il caldo ora, abbiano avuto ripercussioni sui vitigni e quale sia lo stato di salute delle viti in questo momento. “Per quanto riguarda le gelate, le viti dal punto di vista vegetativo si sono riprese, ma hanno reso il lavoro in vigna più lungo del normale. Prima si è dovuto attendere la ripresa delle piante per poi poter procedere con la scelta dei germogli. Questo ha comportato maggior oneri e maggior tempo da parte delle aziende del territorio”, risponde Davide Ferrarese, tecnico agronomo libero professionista che da anni segue le aziende del Consorzio Tutela del Gavi e collabora con tante realtà vitivinicole del Novese e dell’Ovadese.
Sul perdurare del caldo invece “è ancora prematuro fare considerazioni – spiega Ferrarese – Si tratta indubbiamente di un’anomalia, oggetto di discussione a più livelli. Nella zona del Gavi, il Cortese ha un anticipo stagionale di una settimana, dieci giorni. Questo non vuol dire che la vendemmia sarà anticipata. Se perdura il caldo, l’anticipo c’è, ma una pioggia a fine agosto, ad esempio, potrebbe cambiare la situazione”.
Quello che al momento è certo è che dopo la prima metà di agosto inizieranno le campionature e le analisi in vigna.
«Situazioni simili nell’Ovadese e anche per quanto riguarda Timorasso e Barbera», evidenzia il tecnico.
La siccità non ha creato emergenza, come si è verificato per altre colture. “La vite ha un apparato radicale profondo e sta al fresco. Ora bisogna rimanere attenti e vedere cosa succede”.
Peronospera, oidio, flavescenza dorata: è tutto sotto controllo anche dal punto di vista delle patologie? “La prima non preoccupa, non c’è stata pioggia – ribatte Ferrarese – Bisogna essere molto accorti sullo iodio, causato da aria umida e pesante che arriva dal mare. La lotta alla flavescenza prosegue con trattamenti eseguiti in maniera attenta e precisa e rispettando gli obblighi di legge”.