Elettrosmog: la lettera di Lantero al Ministro Balduzzi
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20 Ottobre 2012
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Elettrosmog: la lettera di Lantero al Ministro Balduzzi

Dopo l'incontro di domenica scorsa la relazione del Comune di Ovada sulle difficoltà determinate dalla legge quadro

Dopo l'incontro di domenica scorsa la relazione del Comune di Ovada sulle difficoltà determinate dalla legge quadro

Domenica scorsa, nel corso dell’incontro tenutosi alla Diocesi di Acqui con il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, l’assessore all’Urbanistica Paolo Lantero ha segnalato le difficoltà degli enti locali nei confronti delle richieste delle grandi aziende della telefonia italiana che chiedono linstallazione dei loro ripetitori anche sul suolo cittadino a causa di una legge che individua limiti di esposizione ai campi magnetici che di fatto non concedono margini di manovra. Il Ministro Balduzzi ha mostrato interesse e chiedo di ricevere una relazione per poter considerare la questione. Di seguito pubblichiamo la lettera inviata dal Comune di Ovada al Ministero della Sanità:
Gent. Sig. Ministro,
prima di entrare nel merito della questione elettromagnetismo, voglio ringraziarLa per l’attenzione e la disponibilita’ che ha dimostrato durante l’incontro di domenica 14 ottobre.
 
Per questa mia illustrazione parto dal D.P.C.M 8 luglio 2003 (G.U. N° 199 del 28 Agosto 2003).
Il decreto fissa i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualita’ per la protezione
della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati nella
banda di frequenze compresa fra 100 kHz e 300 Ghz.
Per una esposizione di tempo non prolungata (inferiore a quattro ore) si considerano i seguenti limiti:
 
Tabella 1
Intensità di campo elettrico E (V/m)
Intensità di campo magnetico H (A/m)
Densità di potenza D (W/m2)
Limiti di esposizione
0,1
3
3
 
60
20
40
 
0,2
0,05
0,01
 
1
4
 
 A titolo di misura di cautela per la protezione da possibili effetti a lungo termine eventualmente
connessi con le esposizioni ai campi generati alle suddette frequenze all’interno di edifici adibiti a
permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, e loro pertinenze esterne, che siano fruibili come
ambienti abitativi quali balconi, terrazzi e cortili esclusi i lastrici solari, si assumono i seguenti valori di
attenzione.
 
Tabella 2
Intensità di campo elettrico E (V/m)
Intensità di campo magnetico H (A/m)
Densità di potenza D (W/m2)
Valori di attenzione
0,1 MHz
 
6
 
0,016
 
0,10 (3 MHz-300 GHz)
 
 
Tabella 3
Intensità di campo elettrico E (V/m)
Intensità di campo magnetico H (A/m)
Densità di potenza D (W/m2)
Obiettivi di qualità
0,1 MHz
 
6
 
0,016
 
0,10 (3 MHz-300 GHz)
 
Ai fini della progressiva minimizzazione della esposizione ai campi elettromagnetici, i valori dei
campi, calcolati o misurati all’aperto nelle aree intensamente frequentate, non devono superare gli obiettivi di qualit à che corrispondono ai valori di attenzione sopra esposti.
Per aree intensamente frequentate si intendono anche superfici edificate ovvero attrezzate permanentemente per il soddisfacimento di bisogni sociali, sanitari e ricreativi.
Per i metodi di misura si fa riferimento alla norma CEI 211–7, considerando che i valori devono essere mediati su un’area equivalente alla sezione verticale del corpo umano e su qualsiasi intervallo di sei minuti.
 
Nel decreto sviluppo bis del 5 Ottobre 2012 varato dal Consiglio dei Ministri all’art. 14 leggiamo modifiche che provo a riassumere : restano confermati i tempi di misura sui quali deve essere mediato il valore dei picchi massimi di campo elettromagnetico ( i 6 minuti ) per i valori definiti nella tabella 1 del DCPM 8 luglio 2003, quindi per il valore di 20 V/m  ( frequenze da 3 a 3000 MHz su cui lavorano le reti cellulari e oggetto di questa mia lettera). Viene invece prolungato il tempo su cui mediare il valore dei picchi massimi di campo elettromagnetico per la misura dei valori previsti dalla tabella 2 del DCPM 8 luglio 2003 che da 6 minuti passa a 24 ore.
 
E’ noto che le Stazioni Radio Base, in modo dinamico modificano la loro capacita’ trasmissiva (potenza in antenna) in funzione del traffico e della distanza dei terminali (telefoni cellulari). 
L’uso dei telefoni, degli smartphone, dei tablet, si concentra in alcune ore della giornata, mentre in altre ore (la notte per esempio) il poco traffico portera’ ad una attenuazione dei valori di emissione delle Stazioni Radio Base. Se il campionamento e’ dunque protratto per 24 ore e’ evidente che eventuali picchi (anche prolungati) andranno a fare media con momenti di “silenzio” radioelettrico. Va da se’ che a fronte di valori molto alti di inquinamento radioelettrico nelle ore diurne vi saranno valori molto bassi, e questo fara’ rientrare il valor medio sotto la soglia dei 6 V/m.
 
Nello stesso decreto sviluppo al punto d) dell’art .14, viene modificato il meccanismo di verifica preventiva e successiva degli apparati radio base. Pur raccogliendo positivamente l’atto di indirizzo del decreto laddove viene indicato che dovra’ essere tenuto in debito conto la variabilita’ temporale dell’emissione degli impianti nell’arco delle 24 ore, pare comunque che in tutti i casi il risultato di questa modifica regolamentare portera’ a maggiori difficolta’ nel controllo pre e post installazione e ad un aumento della esposizione dei cittadini ad elettrosmog.
 
L’espansione delle reti telefoniche pare essere essenziale allo sviluppo della nostra Italia, ma mi chiedo se con qualche investimento in piu’ da parte delle aziende telefoniche, attraverso migliori posizionamenti di SRB, utilizzo di diverse tecnologie (MiMo) non si potrebbe pensare ad eguali risultati.  
Talvolta mi chiedo anche, se lo sviluppo di cui abbiamo bisogno e’ necessariamente quello che passa attraverso la possibilita’ della futura rete LTE di farci “ vedere un film in streaming sul Frecciarossa che viaggia ai 200 all’ora”, perche probabilmente per altre applicazioni ( l’utilizzo di tecnologie Cloud, gestione delle proprie caselle di posta, videoconferenze) non avremmo bisogno di cosi tanta “banda” quanto quella che sara’ a disposizione con LTE appunto .
Perdoni questo ultimo dire un po’ polemico, ma per uno sviluppo autentico ed equo (cioe’ per tutti) per esempio sarebbe forse piu’ utile far viaggiare, di nuovo come un tempo, i treni pendolari a 45 km all’ora e non con medie sotto i 30 Km all’ora… anche senza streaming…
 
Un’ultimo commento : perche’ di fatto aumentare i valori di esposizione dei cittadini con un artificio ?
Sarebbe stato piu’ trasparente, aumentare i valori della tabella 2 e 3 del DCPM, a 8, 10, 12, 18 V/m e lasciare ferme le consolidate, mature, sicure metodologie di valutazione e misura, preventiva e posteriore, dell’inquinamento elettromagnetico.
Se il Governo ritiene con sicurezza che non vi siano problemi di salute pubblica nell’innalzare tali valori, lo faccia con chiarezza; sara’ , per chi rende operative le norme, piu semplice la loro interpretazione ed applicazione e permettera’ di controllare con efficacia il territorio alle istituzioni (ARPA,ecc) preposte.
 
La ringrazio per il tempo che vorrà spendere per approfondire questi pochi concetti che ho potuto esprimerle.
 
Cordialmente.
Paolo Lantero
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