“L’antenna non la vogliamo, ci interessa di più la salute”
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Edoardo Schettino - redazione@ovadaonline.net  
9 Settembre 2011
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“L’antenna non la vogliamo, ci interessa di più la salute”

Continua la battaglia del Comitato contrario all'installazione del ripetitore della Wind in corso Saracco. Parla la presidente dopo il colloquio con Arpa

Continua la battaglia del Comitato contrario all'installazione del ripetitore della Wind in corso Saracco. Parla la presidente dopo il colloquio con Arpa

S’avvicina la quota di mille firme per il Comitato ovadese nato per protestare contro l’intenzione della Wind di installare quello che è già stato ribattezzato “l’antennone” a ridosso delle abitazioni di corso Saracco. Negli ultimi giorni, intanto, a preoccupare ulteriormente gli abitanti è la richiesta di modifica del sistema a ridosso del bivio ferroviario che, secondo le ultime informazioni, sarebbe stata avanzata da Vodafone. Sabato scorso i volontari del comitato hanno raccolto adesioni alla protesta con un banchetto posto in via Cairoli, all’altezza dell’ingresso del Parco Pertini. “Il colloquio che abbiamo avuto con i responsabili dell’Arpa – chiarisce la presidente del Comitato, Michela Sericano – ha confermato tutte le nostre perplessità. In particolare la posizione scelta per il ripetitore, che sarebbe collocato a ridosso di una scarpata, e diversi errori riscontrati nella documentazione presentata dall’operatore”. La sua casa, all’inizio della discesa che porta al terreno è tappezzata di striscioni contro il ripetitore. 

Che tipo di errori?

Il palazzo in Corso Saracco al civico 170, edificio posizionato a pochi metri dal ripetitore, risulta di 6 piani anziché 7: il settimo è un attico abitato. Nei 300 metri non sono stati considerati tre luoghi sensibili: il parco giochi all’aperto davanti al biscottificio TreRossi, e due asili nido e scuola materna. Mancano anche due aree esterne: lo spazio aperto della chiesa di San Paolo e quello della scuola elementare di via Dania.

Ci sono previsioni su cosa comporterebbe l’entrata in funzione di un ripetitore come quello proposto?

All’Arpa abbiamo visionato un studio teorico sull’esposizione che la nuova antenna Wind causerebbe su Ovada. La zona circostante la nuova antenna subirebbe a terra un campo elettromagnetico inferiore ai 3 V/m, il calcolo si estende poi a gran parte di Ovada: dalle scuole elementari di Via Fiume, a Via Voltri, Via Fittaria e Corso Italia, fino a via Vecchia Costa per tornare verso la Stazione Ferroviaria e girare fino a Strada Rebba attraversare il fiume verso il Geirino, passare dietro l’ospedale e continuare in Piazza XX Settembre.

Ora anche Vodafone reclama il suo spazio.

L’Arpa concede permessi fino ad arrivare a 6V/m quindi niente di più probabile che la loro domanda sia conseguenza dell’istanza di Wind: vogliono accaparrarsi quella potenza che è ancora cedibile; se aspettasse, un’altra compagnia potrebbe sommare il suo contributo di elettrosmog e non ci sarebbe più spazio di ampliamento.

Quindi è possibile che le aziende stiano cercando “spazi” sovradimensionati rispetto a quanto sarà in realtà utilizzato?

Da quanto riferito dall’Arpa i gestori telefonici, all’atto di vendita delle frequenze sono tenuti a dimostrare di utilizzarle per intero per offrire il miglior servizio possibile alla popolazione. Questo principio, a nostro avviso, va contro il criterio di precauzione per salvaguardare la salute della gente. L’Arpa ad ogni modo non può fare nulla per impedire di raggiungere i 6V/m, l’unica sua arma sono i controlli post realizzazione dei ripetitori.

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