Mercoledì 17 Luglio 2019

Resta in carcere la 24enne accusata di omicidio

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto di Aurela Perhati, la 24enne ovadese accusata della morte di Massimo Garitta. La difesa nominerà un perito per l'esame delle tracce dell'automobile trovate nel campo tra la provinciale del Turchino e la ferrovia, dove è stato trovato il corpo senza vita dell'uomo

Resta in carcere la 24enne accusata di omicidio
CRONACA – Resta in carcere Aurela Perhati, la ragazza di 24 anni di Ovada accusata della morte di Massimo Garitta, il 53enne ovadese trovato senza vita in 1° gennaio, in un campo tra la strada provinciale del Turchino e la massicciata ferroviaria della linea Acqui-Ovada. Ieri il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto di Aurela, avvenuto nella notte tra giovedì 3 e venerdì 4 gennaio, a settantadue ore dal ritrovamento del corpo di Garitta.
Davanti al giudice, ed in presenza dell'avvocato Luca Amerio, la ragazza ha ribadito sostanzialmente la sua versione dei fatti: di aver fatto scendere dall'auto l'uomo dopo che lui aveva tentato di violentarla. “Non volevo ucciderlo”, ha ripetuto. Dopo averlo scaricato dalla Lancia Y, dove lo aveva fatto salire verso le 18,30 del 31 dicembre, avrebbe fatto manovra per allontanarsi, ancora sotto choc. “L'ho urtato, ma non pensavo di averlo ucciso”, ha ribadito. Una versione che, secondo gli inquirenti, non è lineare ed è contrastante con gli elementi raccolti dai carabinieri della compagnia di Acqui Terme e dai militari del nucleo investigativo subito dopo il ritrovamento del corpo. Quei segni rimasti impressi sull'erba bagnata indicherebbero più passaggi e non una fuga veloce. Garitta era un uomo molto conosciuto ad Ovada, con un passato burrascoso di tossicodipendenza, che viveva di elemosina ed era seguito dai servizi socio sanitari. Perchè la ragazza aveva accettato di dargli un passaggio? E' ancora una domanda che, al momento, non sembra avere una risposta convincente.
Intanto, la difesa ha intenzione di dare incarico ad un perito di parte per una contro analisi dell'esame cinematico della ricostruzione della scena del delitto. Le prime e determinanti prove sarebbe state raccolte, infatti, quando nessuno era ancora iscritto sul registro degli indagati. Nei prossimi giorni l'avvocato della difesa valuterà se chiedere il riesame della convalida dell'arresto, per chiedere misure cautelari alternative. Intanto, la ragazza resta rinchiusa nel carcere femminile di Vercelli.

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