Mercoledì 13 Novembre 2019

Garitta: ore febbrili di lavoro per arrivare alla verità

Le forze dell'ordine non tralasciano nessun elemento, dalla sfera personale dell'uomo: troverebbe conferma l'ipotesi della prima ora con la vittima investita

Garitta: ore febbrili di lavoro per arrivare alla verità
 OVADA - Morte per schiacciamento. Anche l’autospia, eseguita dal medico legale Pierdomenico Governa, sembra confermare l’ipotesi della prima ora rispetto alla morte di Massimo Garitta, il 53enne ovadese ritrovato senza vita in un campo accanto all’ex statale del Turchino nel primo pomeriggio di martedì 1 gennaio. In attesa del responso del test tossicologico è questo il punto di partenza dell’indagine che deve stabilire se davvero di omicidio s’è trattato e, nel caso, con quali modalità. Si attende anche l’esito dei rilievi, completati nella giornata di mercoledì, effettuato sul campo teatro del ritrovamento. Il calcio della traccia lasciato sull’erba ghiacciato può indicare il tipo di veicolo utilizzato nei momenti immediatamente precedente alla morte dello stesso Garitta. E da li una serie di interrogativi che ruotano attorno alla vicenda: l’uomo è stato travolto nel punto in cui è stato ritrovato oppure vi è stato trasportato da un altro luogo? La speranza degli uomini della “scientifica” dei carabinieri è che il calco sia così chiaro da fornire una, seppur preliminare, risposta.

Il pubblico ministero Eleonora Guerra, che coordina l’inchiesta, sulla base dei primi rilievi, avrebbe avanzato richieste di ulteriore approfondimento sulle quali però vige il massimo riserbo. Proseguono intanto le indagini sulla sfera personale dell’uomo, le frequentazioni e le abitudini di vita. Si parte dall’area di via Bisagno (nella foto) in cui Garitta ha vissuto in questi anni, l’appartamento di edilizia popolare dal quale in più occasioni ha rischiato di essere cacciato. 

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