Mercoledì 13 Novembre 2019

Indagini a tutto campo per la morte di Garitta

In attesa dell'esito dell'autopsia, si cerca di ricostruire la dinamica partendo dai rilievi effettuati anche in tutta la giornata di ieri dai Ris

Indagini a tutto campo per la morte di Garitta
 
OVADA - Sarà l’autopsia disposta dal magistrato della Procura di Alessandria Eleonora Guerra, ed effettuata nel pomeriggio di ieri, a fornire qualche tassello in più e in particolare un’indicazione sull’ora del decesso di Massimo Garitta, l'ovadese di 53 anni trovato morto nel primo pomeriggio di martedì 1 gennaio. Sono proseguite per tutta la giornata di ieri le operazioni e gli accertamenti sul campo teatro del ritrovamento. Le attenzioni dei tecnici dei Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche si sono concentrate sulle tracce lasciate sul luogo del ritrovamento. Due profondi solchi di pneumatico, lasciati da un’automobile transitata a pochi centimetri dal punto in cui il cadavere è stato rinvenuto. Gli stessi segni sul corpo martoriato anche dai guai fisici della vittima. Anche in considerazione di questo elemento  si ipotizza l’accusa di omicidio volontario. Il clima freddo e umido degli ultimi giorni ha contribuito a rendere lunghe e laboriose le attività. 

Le indagini dei militari di Acqui e Ovada si sono sviluppate anche in via Bisagno dove Garitta abitava, al numero civico 15, in un alloggio di edilizia popolare. Diverse le ipotesi formulate in queste 48 ore.  Nel frattempo sono state acquisite le immagini del vicino impianto di video sorveglianza di via Voltri, a qualche centinaio di metri dal luogo del ritrovamento. L’unica cosa certa, o quasi, in questa complicata vicenda, è che la morte di Garitta non sia avvenuta per cause naturali.

Un caso particolarmente spinoso quello dell’uomo da tempo preso in carico dall’Asl tramite un curatore e attraverso il servizio di Igiene Mentale per una diagnosi di disturbi psichiatrici. Dal 2010 di Garitta si era occupato anche il Consorzio Servizi Sociali dell’Ovadese e proprio nei giorni tra novembre e dicembre dell’anno da poco concluso era stato evitato l’ennesimo sfratto dalla sua abitazione che l’avrebbe portato a vivere in strada. La notizia della morte di Garitta ha acceso le luci della cronaca su un’area di norma lontana dai grandi riflettori. Negli ultimi due giorni si sono alternate sul luogo dei fatti le troupe delle principali testate televisive nazionali. Un misto di sgomento e emozione è il sentimento col quale i fatti sono stati accolti in città. Garitta, che lascia una sorella, da anni era solito chiedere qualche spicciolo nelle aree del centro storico, molto visibile per la sua stazza imponente che in alcuni casi poteva intimidire. Diversi i pensieri rivolti da chi negli anni ha provato a dargli una mano in un’esistenza da sempre complessa e in una condizione aggravatasi specie dopo la morte della madre.  

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