Domenica 07 Marzo 2021

L'emergenza

"Una fase interlocutoria, ma i numeri restano alti"

Contagi: l'analisi e i grafici del professor Bianchi dell'Upo

"Una fase interlocutoria, ma i numeri restano alti"

ALESSANDRIA - Come sta evolvendo la pandemia in regione e in provincia? Negli ultimi giorni, specialmente in riferimento all’Alessandrino, abbiamo assistito a una riduzione dei casi (nell’ultimo aggiornamento di ieri, 55) e con il professor Carluccio Bianchi, docente di Macroeconomia dell’Upo, proviamo a ipotizzare i possibili scenari. «Siamo in una fase interlocutoria - ammette il docente - nella quale l’ascesa della curva relativa ai nuovi contagi sembra essersi effettivamente stabilizzata, anche se su numeri che sono ancora alti, troppo alti».

Per quanto riguarda l’incidenza di casi settimanali ogni 100mila abitanti, in testa alla consueta classifica ora c’è l’Italia, a quota 192, davanti al Piemonte, secondo con 156, mentre Lombardia (151) e Alessandria, scesa a 130, completano il quadro.

Va male Torino
Se stringiamo il campo di osservazione alla sola regione, emerge che il Piemonte - negli ultimi sette giorni - è passato da 6177 a 6783 casi, con un incremento di 606 unità e una media giornaliera che arriva a 969 episodi. «In questo contesto - precisa Bianchi - va molto male Torino, che fa registrare un incremento di ben 485 casi. Tantissimi, anche in considerazione del fatto che Cuneo e Asti, rispettivamente seconda e terza, sono molto staccate, intorno a quota 70. A livello regionale sale leggermente la percentuale di asintomatici, ora al 41%, mentre sono in calo le Rsa, dal 10 all’8%. Trovo anomalo, e preoccupante, il costante aumento di contagi derivanti dal mondo della scuola: la percentuale, che venerdì scorso era al 5,4%, oggi supera il 6% e francamente non riesco a trovare una spiegazione, soprattutto alla luce delle chiusure, anche per le festività natalizie».

In calo, di poco, le terapie intensive (erano 184, sono 172), segno ‘meno’ anche per gli ospedalizzati, da 2760 a 2575. «Attenzione, però - avverte Bianchi - perché se consideriamo la somma totale dei ricoverati del Piemonte, emerge che questa quota rappresenta il 19% degli attualmente positivi. Il dato nazionale è intorno al 5% e questa differenza così ampia ci indica che da noi i casi sono sottostimati. E pure di molto».

La ‘nostra’ realtà
Alessandria, alla luce dei buoni risultati ottenuti negli ultimi tre giorni, scende da 597 a 546 casi settimanali, 51 in meno rispetto a settimana scorsa. «Sono 78 contagi in media al giorno - conclude Bianchi - in calo rispetto agli 85 e ai 98 de due aggiornamenti precedenti. Ancora alto il numero dei decessi, 29. Quali sono le prospettive? Credo che questo rallentamento della curva sia determinato dalle misure restrittive assunte durante le feste, ora bisognerà verificare l’evoluzione nei prossimi giorni. Ribadisco che le restrizioni del colore giallo sono troppo blande, e comunque i nuovi casi, per quanto in apparente discesa, sono ancora troppo alti». 

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