Domenica 17 Gennaio 2021

Molare

Il ciclismo dell'Ovadese piange Bebo

Alberto Canobbio era stato tra i principali promotori della scuola avviata da Uà Cycling. Aveva 51, era poliziotto presso la Questura di Alessandria 

Molare piange Bebo

MOLARE - Un grande appassionato di sport che aveva vissuto in prima persona e al quale si era dedicato negli ultimi anni come istruttore di mountain bike, sempre in mezzo ai bambini. Per chi lo conosceva a Borgo San Giorgio, a Molare, era semplicemente Bebo. E' scomparso nella notte Alberto Canobbio, aveva da poco compiuto 51 anni. Poliziotto da 32 anni, attualmente in servizio alla Questura di Alessandria, il suo impegno del lavoro l'aveva portato ad essere ben voluto da tutti. Da giovane era stato campione di di Jujutsu. Poi una nuova esperienza come trialista con la sua moto prima di dedicarsi alla bicicletta tra i fondatori della Scuola di ciclismo creata da Uà Cycling Team, la società di cui era vice presidente."Bebo era più di un amico - spiega Enrico Ravera, presidente del sodalizio - stato la mia spalla, come del resto io sono stato la sua. Siamo diventati insieme istruttori della Federazione Ciclistica Italiana e abbiamo iniziato un'avventura straordinaria tutta dedicata ai bambini dell'Ovadese. Bebo è sempre stato presente in tutte le attività della società senza troppe parole ma con tanti fatti". Solo poche settimane fa era stato eletto tra i membri consigliere del comitato provinciale. Alberto lascia la moglie Barbara, anch'essa agente di polizia, un figlio al quale ha trasmesso l'amore per lo sport e la bicicletta in particolare. 

I suoi amici e colleghi di lavoro, quelli che più di trent’anni fa sono entrati nella Polizia di Stato insieme a lui, hanno il ricordo di un ragazzo che parlava della sua condizione con pragmatismo, sorridendo. Era sempre attivo e non si lasciava condizionare dall’invalidità. Come ricorda chi lo frequentava anche quando praticava con grande passione lo sport, lui cercava sempre di far sorridere e divertire tutti, e soprattutto il figlio amatissimo. Dei suoi problemi, della malattia non parlava mai. Tutti ricordano l’uomo semplice e corretto, mai fuori dalle righe, di infinita umanità, sempre disponibile verso il prossimo, mai cambiato.

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