Venerdì 07 Agosto 2020

Ovada

«Puntate su natura e paesaggio: una grande ricchezza»

Pietro Ienca, ha realizzato per contro dell'Enoteca Regionale un video che accompagnerà la promozione del territorio

A Trisobbio la ricerca del tartufo diventa virtuale

Una manifestazione nell'Ovadese

OVADA - «L’Ovadese è un territorio autentico. Nei prossimi anni sarà sempre più ricercato». Crea suggestioni e racconta storie Pietro Ienca, il giovane esperto di comunicazione digitale che per conto dell’Enoteca Regionale di Ovada si occuperà di promuovere con sistemi innovativi un territorio vasto che abbraccia l’area al confine con la Liguria e “sconfina” nel Novese. L’anteprima è un video che sarà proposto nella nuova area multimediale del ramo commerciale dell’Enoteca stessa, pronto per rimettersi in moto. Paesaggio, architettura, artigianato, agricoltura e cucina condensati in un minuto. Un’ideale staffetta tra cosa c’è all’interno della cantine di Palazzo Delfino e ciò che si può trovare fuori.

C’è un aspetto di quest’area che ti ha colpito?

La natura, sicuramente. Ci sono enormi potenzialità inespresse. Bisogna solo esserne consapevoli. Una ricchezza difficile da immaginare per chi non la conosce e che può stupire chi la scopre per la prima volta. L’identità precisa dell’Ovadese sta in un territorio poco toccato dall’uomo, molto più spontaneo di altri.

Hai lavorato in Italia, tra Toscana e Sicilia, e in paesi lontani come l’Islanda, l’Armenia, la Norvegia. Cosa ti spinge a dire che quest’area ha grandi potenzialità?

La situazione che stiamo vivendo porterà a un consistente spostamento dei flussi turistici nei prossimi anni. Un’opportunità nuova per realtà fin ora rimaste nel cono d’ombra, lontane dalle direttive principali, per chi può offrire un pacchetto complessivo, fatto di patrimonio culturale, enogastronomia, ricchezza della natura.

Puoi fare un esempio?

Tutta l’area di confine tra Liguria e Piemonte. Un’identità culturale forte e particolare dovuta proprio a diverse influenze. Le capanne di Marcarolo, Olbicella. Ideali per attività all’aperto in bicicletta. Bisogna però saperle raccontare nel modo giusto.

Cioè?

Lavoreremo per un anno. La base è la creazione di contenuti accattivanti. Riprenderemo queste aree in diverse stagioni dandone un’immagine completa. Dopodiché ci occuperemo di proporre il nostro materiale attraverso i principali canali social.

Facebook e Instagram soprattutto?

Sono le chiavi per raggiungere pubblici diversi. Più diretto ai giovani il secondo. Sul primo proseguiremo sulla strada già avviata con la creazione del nuovo VisitOvada.com. Sono la ribalta attraverso le quali raggiungere un pubblico illimitato.
In passato il principale limite dell’Ovadese è stata la difficoltà ad avvicinare diversi tasselli di un mosaico unico.
La prima fase del nostro lavoro si rivolge soprattutto a questo. Ci rivolgeremo ad albergatori, produttori locali perché ci sia una presa di coscienza e si creino le condizioni per un lavoro di gruppo proficuo. Dai primi riscontri posso dire che c’è interesse a impegnarsi in modo congiunto. Nelle riunioni alle quali ho partecipato ho percepito grande voglia di fare.

E poi?

Passeremo alla seconda fase che riguarderà essenzialmente la promozione del territorio. Ma non voglio svelare tutto quello che abbiamo in serbo. Lo faremo a poco a poco. A nostra volta stiamo ancora scoprendo aspetti interessanti. L’importante è rimanere versatili.

Ne nascerà un sentiero come quello della via del Sale tra Genova e Piacenza?

È possibile. Lo spirito è proprio questo.

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